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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

16.12.2017

Fido e Micio alla tavola di Natale

Oggi qui al Magazine degli animali parliamo, indovinate un po' di Natale Si perché con l'arrivo delle feste Fido spesso è vittima delle nostre abitudini, panettoni, dolci e torte.
Ma il suo apparato digerente è molto più sensibile di quello dell'uomo. Anche Cibi conditi come lasagne, fritti o gli avanzi vari possono danneggiarlo e le conseguenze di salute sono seri. «Il cane ha pochissime papille gustative e per lui il sapore conta relativamente, se dovete gratificarlo o festeggiare con lui, utilizzate bocconcini ed evitate cioccolatini e creme chantilly». Il cioccolato contiene la teobromina, che non viene tollerata dal cane, e può essere responsabile di un'intossicazione o di problemi peggiori. La crema chantilly può determinare conseguenze di natura gastroenterica, perché contiene zuccheri e derivati del latte.
I cani spesso perdono la capacità di digerire i latticini, per questo è sempre meglio evitare latte e formaggi fermentati durante tutto l'anno. Ma Esiste un ultimo problema che coinvolge anche i gatti: l'ingestione dei cordini che servono ad avvolgere gli arrosti può creare problemi allo stomaco e all'intestino.

10.12.2017

I nostri amici

Sappiamo benissimo, e l'abbiamo ripetuto più volte qui al Magazine degli animali, che un cane è un autentico toccasana per un single. Se a qualcuno può sembrare troppo impegnativo Spartia Piccino, presidente dell'associazione Pet Therapy suggerisce altre compagnie di piccoli animali meno faticose.
Il coniglio per esempio calma l'ansia. Indifeso e tenero non provoca reazioni di paura e accudirlo favorisce il senso di responsabilità. Gli studi hanno visto che quando lo si accarezza la pressione scende.
Passiamo al pappagallo vero e proprio antidepressivo. Il suo carattere socievole favorisce il buonumore. In più stimola l'attenzione e la capacità di concentrazione del padrone.
I pesci invece combattono lo stress. Pare infatti che osservare un acquario e i suoi abitanti aiuta a sviluppare nell'organismo sostanze antistress che abbassano il battito cardiaco, riducendo tachicardie e tensioni muscolari.
Tutto chiaro? Non ci sono più scuse per non adottare subito un animale. E tutto

9.12.2017

Gli italiani sono contro le pellicce

Oggi il magazine degli animali inizia con una buona notizia: l'83% degli italiani è contro le pellicce, secondo l'ultimo rapporto Eurispes.
“Le lunghe campagne animaliste hanno sicuramente contribuito a sensibilizzare i cittadini sui temi dello sfruttamento degli animali sotto diversi punti di vista”, sottolinea l'istituto di ricerche. Soprattutto il tema della produzione e dell'utilizzo delle pellicce, e quindi dell'allevamento di animali, trova negli italiani “un'opposizione quasi plebiscitaria”: l'ultima rilevazione dell'Eurispes fa emergere infatti che 8 italiani su 10 sono contrari all'uso delle pellicce.
Da dove nasce questa particolare sensibilità degli italiani verso gli animali? Dalle più recenti indagini dell'Eurispes emerge che in oltre la metà delle case è presente uno o più animali d'affezione. Fanno compagnia agli anziani, allietano la vita degli adulti e giocano felicemente con i bambini: gli animali domestici ormai sempre più spesso sono considerati come “qualcuno di famiglia”.
Non stupisce quindi che oltre all'uso degli animali per le pellicce siano oggi in moltissimi a condannare in maniera decisa anche la vivisezione dimostrando così una maggiore sensibilità verso il rispetto degli animali, piuttosto che verso la ricerca spasmodica di eventuali successi o progressi in campo medico, ma legati alla sperimentazione dolorosa su questi esseri viventi”.
Ve l'avevo detto che oggi avevo buone notizie. È tutto

3.12.2017

Chi è lo Yeti

Vi ricordate la leggenda dello Yeti, l'abominevole uomo delle nevi? Ci sono novità da parte della Royal Society l'accademia scientifica britannica, che sulla base dello studio del Dna ha sancito che la misteriosa creatura avvistata nelle aree della catena dell Himalaya sarebbe un orso. O meglio. Tre diversi tipi di plantigrado: il nero asiatico, il marrone tibetano e quello dello stesso colore himalayano. Ciascuna di queste tre sottospecie abitano in specifiche nicchie sul tetto del mondo e tutte e tre sono state scambiate per lo Yeti.
Secondo i ricercatori le loro analisi «suggeriscono che le tracce biologiche alla base della leggenda dello Yeti hanno riscontro in orsi locali», ha annunciato il capo della squadra di scienziati Charlotte Lindqvist, della University americana di Buffalo La ricerca non è la prima sullo Yety ma secondo questo studio è quella che ha analizzato la quantità maggiore di prove genetiche, da ossa, denti, pelle, peli e feci attribuiti in precedenza allo Yeti. Tutti questi elementi analizzati con la prova del Dna sono in realtà i resti di 23 diversi orsi. Pensate: era il 1921 quando per la prima volta in Occidente si parlò dello Yeti dopo che un tenente della Royal Geogrphical Society raccontò di aver scoperto nelle neve «le tracce di un uomo scalzo».
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