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Il magazine degli animali

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2.4.2015

Ecco il topo ubriacone

Lui regge bene, anzi benissimo gli alcolici. Non sto parlando di un frequentatore di bar o pub, ma dello ptilocerco, un particolare topo che vive in Malesia e che si nutre ogni giorno con l'equivalente di nove bicchieri di birra senza subire nessun effetto collaterale.
I ricercatori dell'Università tedesca di Bayreuth hanno scoperto che questo topo particolare si nutre del nettare di una palma particolare che emanava lo stesso odore di una birreria. Questo nettare che ha un alto contenuto di zucchero viene fermentato secondo gli esperti dai lieviti presenti nel fiore, arrivando ad un contenuto alcolico del 3,8%.
Secondo questo studio almeno altri sei mammiferi si nutro della stessa palma, anche se con quantità minori. La capacità di metabolizzare l'alcool, che si credeva essere tipica dei primati, è anche di questi piccoli mammiferi da milioni di anni e, addirittura sembra essere superiore a quella umana dato che gli animali non mostrano alcun segno di ebbrezza.
Se volete vedere il topo ubriacone venite su www.prontofido.net

1.4.2015

Cosa pensa di noi Fido?

Avete mai guardato negli occhi il vostro cane tentando di indovinare i suoi pensieri? Sappiate che alcuni ricercatori americani hanno scoperto cosa pensa di noi il nostro amico, almeno cosa accade nel suo cervello quando lo stimoliamo con le azioni di tutti i giorni come dargli da mangiare o farlo giocare.
Per analizzare queste reazioni i ricercatori di Atlanta hanno usato due cavie: un cane da caccia e un collie. Un allenatore li ha abituati alle azioni da compiere e coccolati per farli stare tranquilli e sereni. Entrambi sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale, un esame non invasivo usato anche per gli umani, analizzando però le loro reazioni e fotografando il loro cervello in seguito a uno stimolo esterno ricevuto dal loro padrone. Dopo questo training, è partito il primo esperimento: i ricercatori hanno ottenuto le prime immagini di animali nel pieno delle loro funzioni vitali, svegli e vigili, intenti a compiere le azioni abituali davanti alle cose che più amano come una carezza, un gioco, una ciotola piena di pappa. Ma hanno anche ottenuto le immagini dei momenti in cui il regalo, o azione, veniva loro negata. Lo stesso professore che ha ideato il progetto è convinto che esista una precisa empatia tra cane e uomo, e che siano proprio i cani a essere in grado di discernere tra tristezza e felicità dei loro padroni. D'altronde questo 4 zampe, il primo a essere addomesticato nella storia già 30mila anni fa, è il testimone privilegiato dell'evoluzione umana. Alcune teorie sostengono infatti che i cani potrebbero aver contribuito all'evoluzione della specie, giacché gli abitanti dei villaggi che avevano cani con loro potrebbero aver avuto vantaggi nel farsi aiutare dagli amici a 4 zampe.

31.3.2015

I cavalli soffrono le frustate

Una nuova ricerca australiana dimostra che i cavalli hanno una pelle particolarmente sottile e quando sono colpiti sentono dolore quanto gli esseri umani, anche se non lo mostrano. La patologa veterinaria Lydia Tong dell'Università di Sydney ha studiato lo spessore della pelle dei cavalli e come sentono dolore.
Lydia Tong si è detta sorpresa che nonostante un'estesa letteratura sui cavalli, queste conclusioni non siano state raggiunte prima. “Abbiamo studiato in dettaglio la pelle umana e quella equina nella stessa area del fianco”, ha detto. “L'aspetto veramente interessante è che fino all'epidermide, cioè lo strato superiore, dove si trovano le fibre C sensibili al dolore, la pelle umana è più spessa di quella dei cavalli.
Una differenza fra uomo e animali, che si sono evoluti come prede, è che hanno più probabilità di nascondere il dolore.
Nell'industria ippica in Australia nel 2009 sono state adottate fruste imbottite con l'obiettivo di risolvere la controversia, con limiti al numero di colpi eccetto gli ultimi 100 metri. Va aggiunto però che possono essere imposte maggiori restrizioni, se le evidenze mostrano che le frustate ripetute infliggono dolore.

30.3.2015

Il veleno per topi

Salve, stamani ho avuto il dubbio che il mio cane abbia ingerito del veleno per topi. L'ho portato dal veterinario che l'ha fatto vomitare. So che il veleno per topi è di colore rosso ma il mio veterinario non vedendo questo colore nel cibo rigettato ha deciso di non fargli la vitamina k. Vorrei un suo parere. La ringrazio. Sabrina
Risponde il dottor Emanuele Minetti, medico veterinario a Milano:
"Buongiorno, direi che da come sono andate le cose non dovrebbero esserci grossi problemi.
Quando però ci si rende conto che il nostro cane ingoia una o più di esche avvelenate bisogna immediatamente cercare di far vomitare al cane ciò che ha ingerito.
Un sistema empirico può essere quello di spruzzare un piccolo quantitativo di acqua ossigenata in gola, ma solo se non si ha vicino una struttura veterinaria ove portere subito l'animale.
Infatti erroneamente moltissime persone credono che questi veleni (basati su sostanze che impediscono al sangue di coagularsi normalmente nel corpo e da altre tossine) non siano davvero pericolosi, se non per topi e ratti.
Il veterinario provvederà secondo un protocollo codificato ad evitare il più possibile che il veleno sia assorbito ed eseguirà esami e terapie atte a scongiurare ogni rischio per l'animale.
Nel suo caso poichè la certezza assoluta ovviamente non c'è conviene fare gli esami della coagulazione per verificare la situazione subito ed iniziare eventuale antidoto.."

Cari saluti
Dr Emanuele Minetti
Viale Monteceneri 64 Milano
www.biessea.com

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