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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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23.2.2015

Decalogo per la sua dieta

Oggi qui al Magazine degli Animali parliamo di come nutrire il nostro cane.
Prendete nota perché stiamo per darvi le regole per la sua educazione alimentare e per farlo abbiamo in collegamento il Dottor Emanuele Minetti vice presidente dell'ANMVI Lombardia e medico veterinario a Milano.
"Dolciumi o avanzi della tavola rompono l'equilibrio nutrizionale dell'alimento completo che dai al tuo cucciolo. Inoltre, se ne fai una cattiva abitudine può nuocere alla sua salute, favorire il sovrappeso e portare il cucciolo a mendicare quando sei a tavola.
I pasti fanno parte di un codice di buona condotta, il cui rispetto eviterà molti comportamenti sbagliati e indesiderabili.
- Prendi un buon ritmo: fino all'età 6 mesi se il cane accetta dividi l'alimentazione in 3 pasti al giorno, poi passa a 2
-Presenta i pasti a orari fissi, sempre nella stessa ciotola, nello stesso punto; questo se possibile dovrà essere lontano dal luogo dove dorme. Non dimenticare mai di mettere a sua disposizione una ciotola piena di acqua fresca.
-Fallo mangiare sempre dopo di te: ti riconoscerà come capobranco, come succede in una muta di cani.
-Non cambiare l'alimentazione del cucciolo in modo repentino
-Non controllare il cucciolo mentre mangia
-Non forzare il cane a mangiare e non dare cibo con le mani
-Non mescolare i cibi secchi con altro o per insaporirli
-Non spostare la ciotola mentre il cane mangia
-Non dare bocconcini prelibati quando si saluta il cane o perchè è stato solo a casa per alleviare i propri sensi di colpa
-Non dare al cane un “pasto speciale domenicale”
-Non usare il cibo come sistema per rendere felice il cane
-Non preoccuparsi se il cane non mangia le esatte quantità riportate sulle guide dei prodotti ma valutare se mangia troppo ed ingrassa o poco se dimagrisce, le tabelle sono indicative e basta.
Grazie, vi ricordo l'indirizzo per comunicare con il dottor Minetti: pagina del veterinario di www.prontofido.net

20.2.2015

Mangia il guinzaglio

Oggi, nello spazio dedicato alle vostre mail rispondiamo ad Alessandra che ci scrive perché la sua Amy, un incrocio pitbull di 7 mesi, ha problemi con il guinzaglio: lo mangia di continuo ogni volta che la porta a spasso. Giriamo la domanda a Daniela Lisi, la nostra educatrice cinofila
"Cara Alessandra, il tuo problema è abbastanza frequente nei cuccioli e soprattutto nei molossi tipo Amy che sono soliti usare molto la bocca durante il gioco. Il problema è che più l'oggetto, in questo caso il guinzaglio, si muove, più il cane è stimolato a giocarci.
La soluzione è far capire ad Amy che il guinzaglio non è poi così interessante come sembra..
Quello che devi fare è togliere lo stimolo nell'oggetto, quindi, ogni volta che Amy lo addenta devi lasciarlo andare in terra. Un oggetto fermo ed inerme non è stimolante quanto uno in movimento che inoltre viene agitato qua e la da noi facendo intendere al nostro cane che si tratta proprio di un bel gioco.

Un'ottima soluzione che poi verrà utilizzata anche su altri oggetti che stimolano la predazione del cane, è insegnare il comando lascia.
Fallo in casa con il guinzaglio o qualcos'altro in una mano e dei gustosi bocconcini nell'altra. Prendi l'oggetto e stimoli leggermente il cane a prenderlo in bocca, quando vedi che si eccita troppo lo lasci ed ogni volta che molla la presa premi immediatamente con i bocconcini.
Andando avanti inizi ad inserire il comando lascia ogni volta che molla la presa..
Associare il comando lascia ad uno o più oggetti ti sarà utile anche per il guinzaglio."
Se avete domande o curiosità circa l'educazione del vostro cane, scrivete a prontofido@prontofido.net

19.2.2015

I cani riconoscono la felicità

Sapevate che i cani conoscono la differenza tra una faccia felice e una arrabbiata? Lo ha confermato uno studio scientifico pubblicato sulla rivista “Current Biology
Nel nuovo studio, i ricercatori hanno “arruolato” dei quattrozampe ai quali sono state mostrare facce felici o arrabbiate, “zoomando” prima sulla parte superiore e poi sulla metà inferiore del viso. Ebbene, i cani sono stati in grado di selezionare il volto arrabbiato o felice più spesso di quanto ci si aspetterebbe. I risultati mostrano dunque non solo che i cani imparano a identificare le espressioni facciali, ma che sono anche in grado di trasferire nella pratica ciò che hanno imparato.
Ludwig Huber, capo del gruppo della ricerca ha spiegato che cosa esattamente significhi per il cane tutto questo: è probabile che i nostri amici a quattrozampe «associno un volto sorridente a un significato positivo e un'espressione facciale arrabbiata a un significato negativo».
E questo perché, i cani sono risultati più lenti a imparare ad associare un volto arrabbiato a una ricompensa, suggerendo che avevano già assimilato l'idea che è meglio stare alla larga dalle persone accigliate. I ricercatori continueranno a esplorare la capacità dei cani di riconoscere le emozioni umane. «Ci aspettiamo di acquisire importanti conoscenze sullo straordinario legame tra l'uomo e il suo migliore amico, e sulla vita emotiva degli animali in generale», conclude il ricercatore.

18.2.2015

La strage dei delfini

Oggi qui al magazine degli animali parliamo della malattia misteriosa che sta uccidendo i delfini e sono già 45 gli animali morti dall'inizio di gennaio. Le prime indicazioni - riferisce il ministero dell'ambiente- fanno pensare che i delfini siano vittime di infezioni batteriche.
L'ultima vittima, una cucciola di delfina di circa un anno, aveva appena finito lo svezzamento e quando è stata recuperata era digiuna da giorni quindi molto debilitata, era anche infestata da parassiti, ferite e diverse malattie che le impedivano di nutrirsi. I veterinari del ministero dell'Ambiente ritengono che in queste condizioni la delfina non sarebbe comunque sopravvissuta.
Ma per quanto riguarda la moria di questo periodo, la causa più probabile potrebbe essere, come dicevamo, di natura infettiva, Per questo motivo nelle prossime settimane i ricercatori approfondiranno l'eventuale presenza di virus e l'eventuale fioritura di alghe anomale. Sono attesi anche dati certi che confrontino le conoscenze sulle correnti marine con i dati meteo-marini degli ultimi mesi e la situazione su eventuali spiaggiamenti avvenuti in Francia e in Spagna, così da ricostruire un quadro complessivo della situazione.
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