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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

9.1.2017

Lungo viaggio in aereo

“Presto dovrò viaggiare in aereo con il mio cane. Sarà un viaggio lungo 13 ore. Cosa mi consiglia visto che non posso portarlo con me in cabina?” Questa è una delle tante mail inviate alla posta del veterinario di www.pronto fido.net
La risposta al dottor Emanuele Minetti medico veterinario a Milano.
"Buongiorno, deve essere il suo medico veterinario curante a stabilire il miglior iter da seguire conoscendo la storia clinica del cane.
Sarebbe meglio in un caso come questo fare un vero controllo approfondito prima della partenza, eseguendo anche esami di laboratorio e strumentali se alla visita clinica si rivelassero necessari.
Ciò è utile anche per cercare di pianificare l'uso di sostanze che possano aiutare il cane durante il lungo viaggio nella stiva, anche saggiandone l'efficacia in tempo (od i sempre possibili effetti collaterali indesiderati) nelle settimane precedenti.
Teniamo presente poi che il viaggio inizia mediamente tre/quattro ore prima del decollo e termina tre/quattro ore dopo l'atterraggio, portandone effettiva la durata ad almeno 20 ore totali, con evidenti problemi di alimentazione (liquida e solida) e di inevitabili necessità fisiologiche di
urinazione e di defecazione.
Se fosse un viaggio di pochi giorni le consiglierei di non portarlo nemmeno, affidandolo quindi o ad amici od a professionisti (pensione, dog sitter), diversamente faccia le cose per bene.
Dr Emanuele Minetti Viale Monte Ceneri 64 Milano2.

5.1.2017

Pericolo cibo!

Qui al Magazine degli animali ne abbiamo già parlato, ma oggi vogliamo ribadire il concetto che è corretto e salutare dare al nostro cane solo prodotti pensati per lui.
Vediamo quindi insieme alcuni dei cibi più pericolosi.
Il cioccolato, le bibite ed il caffè contengono delle sostanze dette metilxantine che possono causare vomito, diarrea, iperattività, alterazioni del ritmo cardiaco e persino, nei casi più gravi il decesso dell'animale. Un altro elemento addirittura fatale è l'alcool. Dobbiamo a questo proposito ricordarci che l'alcool è presente anche in molte ricette: dalla zuppa inglese ai babà. Quindi riassumendo proibiti in assoluto per lui gli alcolici, il cioccolato ed il caffè.
Ma non è tutto: tutte le parti dell'avocado contengono persina, che causa vomito e diarrea ai cani. Ancora più pericolosa è l'uva, sia fresca che passa insieme alle noci macadamia che possono addirittura causare un blocco renale.
Non è finita: carne e uova crude sono da evitare perché possono ospitare batteri nocivi. E per finire, sono pericolosi solo se ingeriti in quantità rilevanti,
il sale, il latte, le cipolle e l'aglio. Morale: oltre agli snack dolci per le persone, vanno evitati anche quelli salati. Se volete rileggere e magari prendere nota di tutti i prodotti proibiti per il nostro amico: www.prontofido.net

4.1.2017

Gli italiani sono contro le pellicce

Oggi il magazine degli animali inizia con una buona notizia: l'83% degli italiani è contro le pellicce, secondo l'ultimo rapporto Eurispes.
“Le lunghe campagne animaliste hanno sicuramente contribuito a sensibilizzare i cittadini sui temi dello sfruttamento degli animali sotto diversi punti di vista”, sottolinea l'istituto di ricerche. Soprattutto il tema della produzione e dell'utilizzo delle pellicce, e quindi dell'allevamento di animali, trova negli italiani “un'opposizione quasi plebiscitaria”: l'ultima rilevazione dell'Eurispes fa emergere infatti che 8 italiani su 10 sono contrari all'uso delle pellicce.
Da dove nasce questa particolare sensibilità degli italiani verso gli animali? Dalle più recenti indagini dell'Eurispes emerge che in oltre la metà delle case è presente uno o più animali d'affezione. Fanno compagnia agli anziani, allietano la vita degli adulti e giocano felicemente con i bambini: gli animali domestici ormai sempre più spesso sono considerati come “qualcuno di famiglia”.
Non stupisce quindi che oltre all'uso degli animali per le pellicce siano oggi in moltissimi a condannare in maniera decisa anche la vivisezione dimostrando così una maggiore sensibilità verso il rispetto degli animali, piuttosto che verso la ricerca spasmodica di eventuali successi o progressi in campo medico, ma legati alla sperimentazione dolorosa su questi esseri viventi”.
Ve l'avevo detto che oggi avevo buone notizie. È tutto

3.1.2017

Lo yeti esiste!

A Tashtagol, cittadina siberiana a 3.500 chilometri da Mosca, esiste una certezza: gli yeti esistono e vivono in questa zona. Ma non è tutto in Siberia si troverebbero circa una trentina di cosiddetti uomini delle nevi, appunto lo yeti, e le prove consisterebbero in un pelo bianco della lunghezza di sette centimetri e dalle impronte trovate nei boschi vicino a Tashtagol. Il segnale più significativo dell'esistenza dell'abominevole uomo scimmia, è rappresentato dalle orme, visto che le impronte delle dita sono molto larghe e con capillari in rilievo, ecco quindi la prova certa dell'appartenenza a un ominide.
E poi che lo yeti esista veramente lo ipotizza un team di esperti cinesi, americani, mongoli, canadesi ed europei che è stato incaricato dal governo di Kemerovo di studiare il caso yeti, dopo che qualche anno fa nei pressi di una stazione sciistica erano stati ritrovati indizi sospetti. Il meeting di Tashtagol si è concluso con una certezza al 95 per cento dell'esistenza dell'abominevole uomo delle nevi, dopo una spedizione nella caverna di Azasskaya nel corso della quale sono stati ritrovati marcatori del territorio, un capello, alcune impronte e una sorta di tana che dimostrerebbero che le montagne Shoria sono abitate dallo yeti.
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