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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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11.7.2014

Se Fido si accoppia cambia carattere?

Magazine degli animali dedicato come tutti i venerdì all'educazione cinofila.
Oggi rispondiamo a Valentina che ci scrive perché vorrebbe far accoppiare il suo bassotto di 4 anni ma è un pò preoccupata per i cambiamenti caratteriali che il cane potrebbe subire.
Sentiamo cosa consiglia Daniela Lisi la nostra educatrice cinofila. Buongiorno Daniela
Cara Valentina smentisco subito quello che ti hanno detto, ovvero che un cane raggiunge la maturità sessuale dopo l'accoppiamento.
La maturità sessuale viene raggiunta per i cani maschi nel momento in cui iniziano a fare pipì alzando la zampa, mentre per le femmine con il primo calore.
Facendo accoppiare il tuo cane non farai altro che fargli provare una nuova esperienza della quale lui avrà un gran bel ricordo soprattutto ogni volta che sentirà l'odore di una cagna in calore nei paraggi.
Ogni cane maschio d'istinto segue l'odore delle cagne in estro, ovvio è che accoppiandosi anche solo una volta sarà ancora più motivato a seguire le scie lasciate dalle belle cagnoline. Il problema nascerà nel momento in cui sentendo l'odore inizierà a correre a naso basso senza sentire e vedere più nulla del mondo che lo circonda... Perché nel momento in cui un cane inizia a seguire una di queste piste è veramente difficile riuscire a fermalo..
Una cosa certa è che l'accoppiamento non lo renderà più aggressivo nei confronti degli altri cani, come mi domandavi. Il fatto che sia già un pò battagliero con gli altri cani, è un atteggiamento caratteriale che potrà aumentare a prescindere dall'accoppiamento, ma anche diminuire se seguito da un buon educatore cinofilo.
Quindi, fai pure accoppiare il tuo cane... e magari contatta anche un esperto per risolvere il problema dell'aggressività nei confronti dei suoi simili.
Sto per darvi l'indirizzo dove poter scrivere per porre le domande a Daniela Lisi, prendete nota: prontofido@prontofido.net

10.7.2014

Intossicazioni alimentari

Le intossicazioni alimentari non sono un problema solo umano: anche i nostri amici a quattro zampe sono a rischio, se mangiano cibi che sono contaminati da batteri. Due di questi, Salmonella e Listeria, sono particolarmente pericolosi sia per gli uomini che per cani e gatti. E il principale fattore di rischio è mangiare alimenti crudi.
A lanciare l'allerta sono gli esperti della Food and Drug Administration (Fda) statunitense. Il cibo crudo, per i “pet”, «è rappresentato principalmente da carne, ossa e organi crudi – che possomo contenere microrganismi a rischio infezioni. Non solo, il cibo crudo può far stare male i nostri animali anche se non viene manipolato correttamente. Gli esperti non credono che l'alimentazione con cibi crudi per gli animali domestici sia coerente con l'obiettivo di proteggere il pubblico dai rischi significativi per la salute». Ecco perchè l'agenzia raccomanda la cottura di carne e pollame per uccidere i batteri nocivi prima di dare la “pappa” al cane o al gatto.
Gli esperti ricordano inoltre i sintomi di salmonellosi negli animali, che sono: vomito, diarrea, febbre, perdita di appetito, diminuzione del livello di attività. Mentre i sintomi della listeriosi sono nausea, diarrea, febbre, a volte disturbi neurologici. E ricordano: «Anche se il cane o il gatto non si ammalano, possono diventare portatori di Salmonella e trasferire i batteri nell'ambiente, e quindi le persone possono ammalarsi dal contatto con l'ambiente infetto».
Ricordiamolo quando prepariamo loro la pappa

9.7.2014

India: stop foie grais

Una bella notizia. Un'iniziativa che sempre più paesi dovrebbero seguire: parliamo dell'India che dice basta all'importazione di foie grais. Il paese asiatico si va così ad aggiungere all'elenco di chi è contrario a questo alimento.
La decisione, presa dal Ministero del Commercio e dell'Industria, è giunta anche grazie all'impegno di Animal Equity che ha presentato i risultati dell'investigazione sui “terribili maltrattamenti legati a questo settore”: ogni anno milioni di anatre e oche vengono alimentate forzatamente con imbuti e tubi che spingono il cibo direttamente nello stomaco degli animali. Il “fois gras”, fegato grasso, è il risultato di questa alimentazione imposta dagli allevamenti.
L'India si va così ad aggiungere ad altri 18 Paesi che hanno già vietato l'importazione di foie gras: Argentina, Austria, Danimarca, Repubblica Ceca, Finlandia, Israele, Turchia, Germania, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Norvegia, Polonia, Svezia, Svizzera, Paesi Bassi, Regno Unito e California.

8.7.2014

Le scimmie ridono come noi

Le scimmie soffrono il solletico, e sono capaci di ridere proprio come gli esseri umani. Una caratteristica che abbiamo ereditato dal nostro antenato comune, ben 16 milioni di anni fa. E' quanto sostiene la ricerca della dottoressa Marina Davila Ross, primatologa dell'università di Portsmouth, in Inghilterra. Con il suo team ha analizzato le registrazione di oltre 800 risate di bambini, oranghi, scimpanzè e gorilla a cui veniva fatto il solletico. Per ottenere le registrazioni sono stati solleticate oltre 20 giovani scimmie e 3 bebè umani.
"Nonostante le diversità, la ricerca indica che la risata ha basi pre-umane", spiega la dottoressa Davila Ross, "ed è probabile che le grandi scimmie usino quesi suoni per interagire fra loro in modo simile al nostro".
Di più. Le differenze stesse fra i suoni emessi durante la risata avrebbero un senso: corrispondono alla differenziazione delle specie sull'albero genealogico nel corso dell'evoluzione.
"E' una scoperta molto importante per la ricerca sulle emozioni di uomini e animali, ma anche per la gestione e i rapporti con i primati liberi o in cattività". La ricercatrice ha aggiunto che, secondo i suoi studi, la risata si è evoluta gradualmente nel corso degli ultimi 10 o 16 milioni di anni della storia evolutiva dei primati, uomo compreso.
Dopo aver solleticato tutte le diverse specie di grandi scimmie, si sono trovate anche somiglianze sorprendenti tra esseri umani, gorilla e scimpanzè bonobo (che, non a caso, condividono con noi oltre il 96% del patrimonio genetico). Tutte e tre le specie hanno lo stesso meccanismo fisico di emissione della risata.
Prima di questa scoperta, si credeva che la risata delle scimmie fosse semplicemente un riflesso empatico volontario di imitazione e non la risposta involontaria a uno stimolo come il solletico.
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