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Il magazine degli animali

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21.11.2013

India: pillola anticoncezionale per le scimmie

L'India ha deciso d'introdurre un nuovo piano d'intervento contro «l'invasione» delle scimmie nelle città. Indovinate di che si tratta: somministrazione massiccia di pillole anticoncezionali attraverso il cibo.
Non sto scherzando: secondo quanto scrive “ The Indian Express”, un programma pilota partirà molto presto nello stato himalayano dove questi animali rappresentano una piaga per la popolazione locale. Se l'esperimento funziona, potrebbe essere esteso anche in altre località, tra cui New Delhi dove finora è fallito ogni tentativo di eliminare le migliaia di macachi che infestano i ministeri e i palazzi governativi con grossi rischi per i dipendenti pubblici.
L'idea è stata suggerita dal Centro nazionale per la ricerca sui primati della California che all'inizio dell'anno ha stretto un accordo con l'Istituto indiano della fauna selvatica per trovare una soluzione alla sovrappopolazione delle scimmie, un animale «sacro» per gli induisti che le venerano nei templi.
Di fronte all'emergenza e alle aggressioni di macachi, in passato l'amministrazione di New Delhi era corsa ai ripari assumendo ronde di “acchiappa-scimmie” ovvero degli addomesticatori di un tipo di babbuino che ha il potere di spaventare gli altri primati. Ma il programma è stato sospeso dopo che le autorità indiane hanno proibito l'uso dei langur in quanto specie protetta.
E dall'India è tutto per oggi.

20.11.2013

Tutti in piazza per il no alle pellicce

La Lega Anti Vivisezione scenderà nelle principali piazze italiane sabato 30 novembre e domenica primo dicembre, con replica il 7 e l'8 dicembre per sostenere la proposta di legge che chiede di vietare l'allevamento, la cattura e l'uccisione di animali per la finalità di ottenere pellicce.
I cittadini saranno invitati a firmare le cartoline dirette ai 25 senatori e 43 deputati membri rispettivamente della commissione Sanità al Senato e della Commissione Agricoltura alla Camera, che per primi dovranno esprimersi sulla proposta di legge.
«In Europa sono aumentati i Paesi che hanno definitivamente vietato questa attività», dice Simone Pavesi, responsabile Lav campagna Pellicce. Il risultato più importante è stato raggiunto in Olanda, secondo produttore europeo e terzo al mondo di pelli di visone, dove lo scorso dicembre il Senato ha approvato la legge che dal 2024 farà chiudere i quasi 200 allevamenti.
In Italia invece «l'associazione di categoria degli allevatori ha concentrato le sue forze sulla promozione di questo primitivo business, che oggi vede attivi 20 allevamenti e altri due prossimi all'apertura, per un totale di circa 200mila animali all'anno
Allora carta e penna per segnarvi l'appuntamento del 30 novembre e primo dicembre, replicato il 7 e l'8 dicembre nella principali piazze italiane.
E al grido abbasso le pellicce è tutto….

19.11.2013

Il cane è nato in Europa

Il cane domestico è “nato” in Europa: è qui che fra 19.000 e 32.000 anni fa è avvenuto il passaggio che ha portato i lupi ad adattarsi alla vita domestica. Questa `trasformazione´ sarebbe avvenuta al seguito delle popolazioni nomadi di cacciatori-raccoglitori. Uno studio realizzato da un gruppo internazionale di ricercatori coordinato dall'università finlandese di Turku e pubblicato su Science ne ha ricostruito il percorso evolutivo, analizzando sezioni di Dna. Comparando frammenti di Dna di decine di resti fossili di lupi e di cani moderni i ricercatori sono infatti riusciti a tornare indietro nel tempo, ricomponendo le piccole variazioni genetiche che si sono succedute nel corso dei millenni. Come dicevamo l'analisi dimostra che i moderni cani deriverebbero tutti dalla graduale domesticazione di lupi vissuti tra 19 e 32 mila anni fa in Europa e probabilmente al seguito di popolazioni nomadi di cacciatori-raccoglitori.
Il dato però contrasta con quanto supposto finora secondo cui la domesticazione sarebbe invece avvenuta in Asia e in un periodo storico più tardo nei pressi di villaggi di popolazioni stanziali. Lo studio rivela inoltre come la domesticazione sia avvenuta, anche in altri luoghi ma che questi episodi non sono sopravvissuti al tempo, tanto che i cani moderni derivano tutti dalla stessa regione.

18.11.2013

Barboncino o bastardo?

Alla posta del veterinario abbiamo ricevuto questa mail: Se un cane di razza non ha il pedigree è considerato un meticcio? io ho un barboncino senza pedigree , ma sul suo libretto sanitario il mio veterinario lo ha classificato come barboncino e non come meticcio! Il microfono a Emanuele Minetti, medico veterinario a Milano e collaboratore di Prontofido.
"Dobbiamo chiarire subito che se si vuole un cane "con certificato" di pura razza - pur non avendolo - ci si può rivolgere all'Ente Nazionale della Cinofilia Italiana e chiedere se è possibile fare qualcosa per ottenere la documentazione ufficiale, o pedigree.
E' evidente che ciò serve se si vuole fare riprodurre il proprio cane ed avere quindi avere una progenie con una genealogia ed una razza certa.
In effetti il pedigree è l'albero genealogico di un cane, quindi l'unico vero certificato di nascita che attesta la razza e la storia dell'animale,con legislazione e regole apposite (www.enci.it).
Oggi vengono eseguiti anche i test genetici e depositato il DNA in apposite "banche" proprio per garantire che tutta la trafila dalla monta alla cessione sia corretta e che i pedigree siano veri e legati ad un determianto microchip e profilo genetico.
Però se il suo cane non ha il certificato di nascita non significa affatto che sia un meticcio, ovvero un incrocio di diverse razze: può essere un bellissimo soggetto in totale purezza semplicemente nato non in una condizione di allevamento codificato ma magari in famiglia.
In ogni caso il problema a mio parere è fondamentalmente lessicale perché esistono cani di pura razza senza certificati che non per questo devono essere considerati di minor pregio oppure meticci, anche perchè ritengo che ogni cane abbia uguale dignità che nella testa di alcune persone sembra essere svanita, magari usando la parola "bastardo" in modo diminutivo o
dispregiativo.
Alla fine se il suo barboncino è un perfetto barboncino è un barboncino.
Dr Emanuele Minetti - Milano


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