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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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7.10.2013

Atteggiamento lesivo?

Oggi qui al Magazine degli animali parliamo di un argomento alquanto complesso: l'atteggiamento lesivo. Portare gli animali in ufficio è giusto per loro, quali sono gli accorgimenti da attuare?
A questa domanda così articolata risponde Emanuele Minetti, medico veterinario a Milano
"Se n'è discusso quest'estate sui media nazionali.
Fodamentale è conoscere la trasformazione del rapporto uomo-cane nei secoli che è legata alla modificazione della struttura sociale-economica degli uomini della società.
Ricordiamo brevemente i passaggi evolutivi principali dal primo incontro tra l'homo sapiens ed il lupo, che la ricerca inserisce tra i 100.000 e i 50.000 anni orsono, e le conseguenti modificazioni filogenetiche che porteranno dal lupo al cane:
a) interazione arcaica: si basa sul mutuo vantaggio, sulla possibilità da parte dell'animale di trovare più facilmente del cibo, ntre per l'uomo di aumentare la sicurezza del gruppo con la vigile presenza dell'animale;
b) interazione economico-funzionale: coincidono la "domesticazione" da parte dell'uomo allevatore-agricoltore e la trasformazione del cane in soggetto da lavoro e/o da utilità; da qui inizia la creazione delle razze, con importanti differenze morfologiche e comportamentali (caccia, conduttori di greggi, guardiani di armenti, ecc.); purtroppo la visione dell'uomo nei confronti del cane è basata sul meccanicismo, cioè cane in quanto automa;
c) interazione zooantropologica: con il progressivo spostamento delle attività produttive dalla campagna alla città il cane è sempre di più un animale da compagnia, dove viene rispettata la sua alterità e favorite le sue potenzialità cognitive, allontanando la deriva antropoformizzante che spesso caratterizza la relazione.

La risposta quindi alla domanda iniziale è assolutamente affermativa, proprio per questo bisogno di collaborazione stretta tra uomo e cane, di condivisione delle esperienze con il proprietario , aspetti relazionali che hanno permesso la coevoluzione tra uomo e cane.
Ma ad alcune condizioni importanti di base:
a) la società deve "permettere" il binomio; facilitazioni di spostamento sui mezzi pubblici, favorire l'entrata dei cani nei pubblici uffici, creazione di aree ricreative per cani da parte delle istituzioni, ecc.
b) un rispetto dei fabbisogni comportamentali dei cani: uscite nelle aree ricreative per l'attività fisica e ludica nei momenti di pausa lavorativa; un apprendimento preventivo del gioco della "copertina", strumento che rinforza lo stato di calma del cane e delimita la sua zona di riposo, da porre nella stanza di ufficio; un corretto rifornimento in cibo ed acqua.
Il cane ci deve insegnare che i tempi non sono quelli nevrotici ed incalzanti del terzo millennio, ma che si può alternare una pratica di ufficio con una carezza o con uno sguardo d'intesa."

5.10.2013

La coda delle lucertole ha un cervello

E' risaputo che le lucertole in caso di emergenza perdono la coda per distrarre i predatori. Ma, quello che ancora non si sapeva è che la coda, una volta staccata, non solo si muove secondo movimenti ripetitivi, ma si esibisce in vere e proprie "performance acrobatiche", come guidata da un proprio "cervello".
Recentemente, a scoprire i movimenti complessi della coda di gechi e lucertole ci hanno pensato due scienziati che hanno esaminato per la prima volta il rapporto che esiste tra i diversi tipi di mosse e l'attività muscolare della coda.
La ricerca è stata poi pubblicata nella rivista Biology Letters, ed è significativa anche perché potrebbe aprire una nuova fase nello studio sugli effetti delle lesioni nella spina dorsale negli uomini. "Il repertorio dei movimenti della coda nei rettili è altamente sofisticato e include capriole, salti e balzi di oltre tre centimetri in lunghezza".
Per quanto riguarda l'origine dello stimolo di queste piroette il ricercatore la sta ancora indagando. "La spiegazione più plausibile - ha aggiunto nella sua ricerca - è che sulle appendici di questi animali si trovino dei sensori che spingono la parte corpo staccata a muoversi autonomamente, saltellando in una certa direzione piuttosto che in un'altra".
E sulla coda delle lucertole è tutto.

4.10.2013

Il pannolone

Oggi rispondiamo ad un ascoltatore che ci scrive perché ha da poco preso con se un cucciolo di picher toy di due mesi e non riesce ad insegnarli a fare pipì sul pannolone, ci chiede come fare...
Daniela Lisi:
"Per un cucciolo di due mesi è assolutamente normale fare pipì un pò dove capita... è molto giovane e non ha ancora ben chiaro quale sia il luogo adatto per i suoi bisogni.
Farlo sporcare sul pannolone in questa fase della sua vita va bene, però ti consiglio poi di eliminarlo e di utilizzare gli stessi consigli che sto per darti, per insegnargli a farla fuori. Sarebbe ancora meglio se riuscissi a metterli in pratica da subito...
È molto importante osservare il cane in modo da poterlo “cogliere in fragrante”, non appena vedi che inizia a cercare una zona adatta per sporcare, quindi se vedi che annusa, gira su se stesso o si accovaccia, interrompilo con un RUMORE IMPROVVISO che gli bloccherà lo stimolo... poi lo prendi e lo porti velocemente nel luogo in cui vuoi che faccia i suoi bisogni, quando poi li fa o anche solo si accovaccia premialo con tante feste e magari anche un bel bocconcino prelibato.
Ricordati che un cucciolo più o meno fino ai 6 mesi di età ha bisogno di sporcare subito dopo il risveglio ed entro 15-30 minuti dai pasti e dal gioco.
Mi raccomando non sgridare mai il cucciolo se non sporca nel posto esatto e soprattutto a distanza di tempo da quando l'ha fatto!!!! Vi ricordo sempre che i cani hanno una memoria breve, quindi non possono capire che lo stiamo sgridando per un'azione compiuta magari 20 minuti prima. Anche se personalmente credo che un cucciolo non vada mai sgridato, perché spesso si rischia di fare qualche danno creando problemi al cane.
Un consiglio: se il cane sporca in casa lavate con acqua e bicarbonato, i prodotti contenenti ammoniaca richiamano l'odore dei suoi bisogni e quindi tenderà a sporcare ancora in quel punto".


3.10.2013

I viaggi della morte

Cinquecento milioni sono animali vivi che ogni anno vengono trasportati su strade e autostrade italiane per l'ultimo viaggio, quello che li porterà nei macelli. Moltissimi affrontano i «viaggi della morte» in condizioni estreme: trasporti infiniti, temperature che d'estate superano i 40° C, soste inesistenti, cibo e acqua inadeguati. Una situazione che, negli anni scorsi, ha portato molte associazioni che si battono per i diritti animali a lanciare la campagna «8 hours» per cercare almeno di limitare, appunto a 8 ore, questi trasporti. Tra i promotori dell'iniziativa anche Lav e Animal Angel's che adesso diffondono il primo report dei controlli stradali effettuati in Italia su questi trasporti negli ultimi mesi.
Tramite una raccolta di firme anche on line, la campagna “8hours” ha raggiunto oltre un milione di adesioni di cittadini europei e il sostegno di 126 membri del parlamento europeo. Nel marzo 20012 l'Europarlamento ha così approvato una dichiarazione scritta per l'istituzione del limite massimo di 8 ore di viaggio per gli animali trasportati nell'Unione europea al fine di essere macellati.
Per maggiori informazioni www.lav.it/trasporti
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