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Il magazine degli animali

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6.5.2013

Sterilizzazione si o no?

Siamo in primavera ed arriva il momento del "calore" per le femmine a quattro zampe. E torna il quesito: sterilizzazione sì o sterilizzazione no? Lo chiediamo a Emanuele Minetti medico veterinario in Milano e Vice Presidente dell'ANMVI:
"Il problema delle sterilizzazioni di cani e gatti resta sempre di grande attualità nonostante sia stato affrontato e dibattuto molte volte, anche in questa sede.
La scelta va affrontata seriamente e su diversi piani che devono riguardare sia l'aspetto sociale della lotta al randagismo sia l'aspetto medico sul singolo animale.
Noi ci occupiamo qui oggi del singolo animale di proprietà.
Per il gatto usualmente l'animale di proprietà che vive in casa viene sterilizzato in età precoce, fra i sei ed i dodici mesi di vita, perché i suoi comportamenti creano disagi anche consistenti a tutti i componenti della famiglia. Inoltre più facilmente il gatto non avendo estri ciclicamente ben determinati e distanziati nel tempo viene visto come "sofferente" dai proprietari in tale fase.
La castrazione e l'ovariectomia sono poi visti dai proprietari nel gatto come interventi poco invasivi e già messi in preventivo all'atto dell'entrata in famiglia dell'animale.
Nel cane la cosa è differente, ed in realtà i vantaggi sono più difficilmente evidenziabili al proprietario, vuoi per un diverso livello di empatia vuoi per reali diversità di specie e di gestione degli interventi chirurgici. La sterilizzazione nelle femmine si sa che diminuisce la possibilità di neoplasie alla ghiandola mammaria, le patologie di tutto l'apparato genitale, le gravidanze indesiderate, i periodi di fastidio e/o quarantena sociale. Di contro viene dai proprietari evidenziato il problema dell'aumento di peso, dei rischi anestesiologici e chirurgici, la difficoltà di gestione del post intervento, la paura di menomazioni e/o cambi di carattere. Nel maschio i vantaggi sono ritenuti ancora meno importanti e gli svantaggi - anche per retaggio culturale - quasi insormontabili pur essendo macroscopicamente evidenti da un punto di vista medico.
Il modo migliore per togliersi ogni dubbio è comunque quello di affrontare il problema con il proprio veterinario che, in quanto tale, gode della vostra fiducia: ogni decisione medica infatti, pur rispondendo anche a generalizzazioni a priori, va inevitabilmente spostata sul singolo animale. Le razze, l'ambiente di vita, le condizioni di salute, le abitudini sociali, ogni cosa serve a determinare con calma e "verità" sul vostro animale - non su quello di altri, parenti o amici o conoscenti che siano - i pro ed i contro di una decisione e riuscire a definire il rapporto costi/benefici in modo serio e professionale ma sopèrattutto chiaro.
Anche in questo caso la medicina deve essere un vero "abito su misura" per l'animale e serve che la collaborazione fra proprietario e veterinario sia alta: i risultati per gli anni a venire saranno di sicuro valore.

3.5.2013

Educazione anche per i proprietari

Abbiamo parlato diverse volte di come insegnare al nostro cane a non sporcare in casa… ma una volta che il nostro amico sporca fuori chi raccoglie?
Oggi vogliamo sensibilizzare tutti i proprietari alla raccolta dei bisogni del proprio cane insieme con Daniela Lisi.
Molte persone purtroppo non hanno ancora questa abitudine e questo crea problemi a diverse persone, sia a chi non possiede un cane ma anche a chi invece ne ha uno.
Infatti questo atteggiamento non aiuta per niente i proprietari di cani che spesso e volentieri anche se raccolgono i bisogni del proprio animale vengono accusati di sporcare le città ed i parchi per bambini… perché questa è la brutta abitudine di chi non possiede un cane: generalizzare!
Ma ricordate, non tutti i proprietari di cani sono irrispettosi delle regole!
Spesso e volentieri ci sono persone che usano le aree cani come bagno per i propri animali..
Occorre ricordare che anche le aree destinate ad i nostri amici a 4 zampe prevedono l'obbligo della raccolta delle deiezioni del proprio animale, lo prevede la legge! Quindi fate attenzione perché in ogni paese le sanzioni sono diverse ma sempre previste!!!!
Allora non ci resta che dire: attrezzatevi e raccogliete le “popò” del vostro cane!!

2.5.2013

I corvi sono intelligenti

I ricercatori delle Università di Cambridge e Queen Mary di Londra, hanno fatto una scoperta curiosa: i corvi sono furbi tanto quanto gli scimpanzé soprattutto davanti al cibo. Pur di catturare una mollica di pane l'uccello le escogita tutte, compreso creare un uncino con il becco e lanciare sassolini nel punto giusto, in modo da liberare l'oggetto del suo desiderio. Tutte queste abilità finora erano attribuite solo ai nostri cugini primati. L'esperimento è stato condotto su quattro rappresentanti della specie dei corvi comuni, allevati in cattività.
In una serie di esperimenti i corvi hanno appreso velocemente a lanciare un sassolino dentro un piccolo tubo, per far crollare una piattaforma e liberare il cibo dal tunnel. Gli uccellini hanno dimostrato di saper scegliere a primo colpo, la giusta dimensione della pietra da lanciare. In un secondo esperimento hanno piegato un bastoncino di ferro per creare un uncino e ottenere lo stesso risultato: raggiungere un appetitoso verme. Ma quando non funzionava più, in una terza fase, erano pronti a cambiare strumento. «Lo studio è importante perché non era mai stato dimostrato che questa specie fosse capace di usare particolari strumenti a parte il becco per procacciarsi cibo. Queste abilità erano proprie degli scimpanzé e solo in un corvo della Nuova Caledonia chiamato Betty». Questa è la prima evidenza scientifica della capacità intuitiva dell'animale ma non si tratterebbe quindi di adattamento come si pensava per i loro parenti della Nuova Caledonia, che usano naturalmente bastoncini per estrarre le larve dai buchi. I risultati dello studio etologico sono stati pubblicati nel prestigioso Proceedings of the National Academy of Science.

30.4.2013

Perché i cani danno la zampa

Giacomo di Pavia ci ha inviato la seguente domanda “Perché alcuni cani danno la zampa?”
I nostri esperti ci hanno spiegato che questo atteggiamento deriva da una motivazione etologica infantile caratteristica dei cuccioli che, per favorire l'erogazione del latte dalle mammelle materne, devono premere alternativamente con le zampe anteriori, questo movimento rimane poi impresso nella loro memoria per tutta la vita.
In particolari momenti questa particolare reminiscenza torna a galla esibendola nell'atto apparente di dare la zampa.
E' un gesto rivolto non solo agli esseri umani ma anche ai propri simili, il cui significato è una manifestazione di dipendenza, una richiesta d'aiuto, la richiesta di conforto psichico e, in senso lato un segno di sottomissione in situazioni di disagio o difficoltà.
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