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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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30.4.2012

L'INTELLIGENZA DI FIDO

Oggi parliamo dell'intelligenza del cane, plasmata da migliaia d'anni di evoluzione al nostro fianco. Uno degli ultimi studi è firmato da Stanley Coren, professore all'università canadese della British Columbia, e comprende una classifica di 110 razze ordinate per capacità cognitive.
Al n. 1 della graduatoria svetta il border collie, seguito dal barboncino e pastore tedesco e poi giù, fino al meno dotato levriero afgano. Lo studio si basa sulle valutazioni di 209 giudici nelle competizioni di obbedienza canine del Nord America.
Secondo Coren i cani possiedono tre tipi di intelligenza : l'istintiva, basata su quello per cui la razza è stata allevata, poi c'è l'intelligenza adattativa, legata a quanto il cane impara dall'ambiente nel risolvere determinati problemi, e quella da lavoro che potremmo chiamare “scolastica” .
«I cani hanno le emozioni “base”, afferma lo studioso, quali la rabbia, la paura, la gioia, la sorpresa, il disgusto e la tristezza. Ovviamente, essendo al livello cognitivo di un bambino, non si può pretendere che posseggano un livello emotivo più complesso, capace di senso di colpa o vergogna».
«Quello che la maggior parte della gente vede come senso di colpa altro non è che paura della punizione.
«Il feeling uomo-cane non esiste con altri animali e l'abilità del cane di capire la comunicazione umana è stata selezionata geneticamente. Se si indica qualcosa con la mano lui guarda in quella direzione, anche se è un cucciolo di due mesi. Al contrario il lupo si limiterà a fissare la mano, anche se è un esemplare cresciuto in cattività».
E con la straordinaria intelligenza dei nostri amici è tutto per oggi

27.4.2012

Mya mangia anche i sassi! help

Oggi rispondiamo a Mary che ha un problema con la sua piccola Mya, una meticcia di 5 mesi presa in canile. Mya mangia ogni cosa che trova in terra compresi i sassi.
Allora Mary, quello che fa il tuo cane si chiama “pica” ed è un problema che si verifica molto spesso nei cuccioli.
Purtroppo il frequente desiderio di ingerire oggetti non commestibili, è un atteggiamento che mette in serio pericolo i cuccioli stessi ed assilla molti proprietari. Soprattutto se questi oggetti sono dei sassi!
I consigli che posso darti sono svariati... eccone alcuni:
- quando esci porta sempre con te dei premi gustosi che, mi raccomando, non devono mai essere gettati a terra ma dati direttamente in bocca con le mani;
- quando vedi che sta mangiando qualcosa richiamalo. se non viene da te raggiungilo, se si muove non inseguirlo ma fermati in modo che ti noti e cerca di convincerlo a raggiungerti. Molto utile sarebbe, fingere di nascondere qualcosa di prezioso tra le mani; oltre ad inventarsi un richiamo veramente giocoso e gioioso che attiri l'attenzione del cane;
- non dare a vedere che sei interessato a quello che ha in bocca;
- non tentare mai di togliere ciò che ha in bocca, potrebbe pensare che gli vuoi rubare quello che ha conquistato;
- fagli notare il bocconcino che tieni in mano ed invitalo a prenderlo. Dagli una buona alternativa a quello che deve mollare.
Questi sono solo alcuni consigli. Contattando un educatore cinofilo e frequentando un corso di educazione di base riuscirai anche ad instaurare un rapporto con Mya che la porterà ad avere maggiore attenzione nei tuoi confronti e quindi prestare meno attenzione a tutto quello che trova in terra.




26.4.2012

Vietato esporre cani in vetrina

Capita soprattutto durante le feste natalizie, ma succede anche in altri periodi, è capitato a chiunque di noi di vedere dei cuccioli di cane esposti in vetrina che ci guardano teneri, aggrappandosi dove possono e rotolandosi uno su l'altro. Quando poi il negozio chiude rimangono soli, al buio a guaire tutta la notte. Per non parlare di quelli che non vengono venduti, che fine faranno?
Ebbene da questo momento basta a esposizioni di cuccioli nei negozi. La splendida notizia parte dalla Lombardia e a stabilirlo è un emendamento approvato in consiglio regionale su proposta della LAV.
Per i trasgressori le multe andranno dai cinquecento ai tremila euro.
L'obiettivo è centrato: tutelare gli animali, che in queste piccole vetrine soffrono il caldo delle luci e i rumori del traffico.
Chiaramente i negozianti non si sono visti d'accordo: quei piccoli batuffoli che occhieggiano dalla vetrina sono un richiamo irresistibile per i possibili clienti.
Ma noi, come ripetiamo spesso da questi microfoni, raccomandiamo di adottare dai canili

24.4.2012

Delfini: aggressivi e cattivi

Dalle ultime ricerche scientifiche è risultato che i delfini sono aggressivi e cattivi non per motivi di territorio ma solo per il gusto di esserlo; opportunisti e calcolatori quando si tratta di mettere in atto le strategie di caccia e persino stupratori se qualche maschio osa mettere in dubbio la loro autorità. A dar retta agli scienziati dell'Università del Massachusetts questo è l'identikit dei delfini che stride decisamente con l'immagine dolce e gentile che abbiamo da sempre di questi animali.
Insomma, le favole sui delfini sono solo tali, perché in realtà i delfini sono capaci di azioni da predatori veri, che non esitano a ricorrere alla violenza sessuale per imporsi sui maschi provenienti da altri gruppi. E se già nel 1999 un documentario del National Geographic presentava i delfini come killer e infanticidi, un successivo studio del giugno dello scorso anno, condotto da un'organizzazione no-profit californiana e pubblicato sul New Scientist, aveva evidenziato come questi animali uccidessero non per procurarsi il cibo, ma per sfogare la loro frustrazione sessuale o per crudeltà pura e semplice. Conclusioni che sembrano essere confermate anche dall'ultima ricerca internazionale, che ha passato sei anni a studiare il comportamento di 120 esemplari che vivono in Australia occidentale, scoprendo che gli animali vivono in una “società aperta”, nella quale sperimentano periodi di omosessualità e di bisessualità e dove ci si accoppia e ci si lascia dopo un certo periodo di tempo e i legami sono così complicati «da risultare fisicamente e mentalmente estenuanti», secondo il giudizio espresso dal professor Richard Connor, che si è anche detto contento «di non essere un delfino».
Mi crolla un mito! Le ricerche però continuano e noi vi terremo informati. È tutto per oggi
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