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Il magazine degli animali

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17.11.2011

Le api riconoscono il volto umano

Sapevate che le api sanno riconoscere i volti umani? E' vero, sono in grado di distinguere un viso da un oggetto di qualsiasi altro tipo. La dimostrazione arriva da una serie di esperimenti condotti da Martin Giurfa dell'Università di Tolosa, i cui risultati sono resi noti sul Journal of Experimental Biology.
L'idea di capire se le api siano in grado di distinguere un volto da un oggetto viene da un precedente studio in cui le api, opportunamente addestrate, volavano verso la foto di una persona. L'ape riceveva un «premio» zuccherino ogni volta che si poggiava sulla foto del volto. Giurfa si è chiesto cosa vedessero veramente le api in quel viso e se vi riconoscessero un volto oppure se quella immagine fosse per loro solo la figura di uno strambo fiore. Così lo studioso ha intrapreso una serie di esperimenti: prima ha ritentato l'esperimento con facce umane stilizzate e ha visto che le api riconoscono il volto stilizzato e lo distinguono da altre immagini scorrelate.
Poi l'esperto ha ritentato con volti veri e propri contrapponendo foto di volti a foto di oggetti, sempre con lo stesso premio. L'insetto non si è fatto confondere ed ha nuovamente riconosciuto il volto. Infine ha ritoccato la foto spostando naso occhi e bocca in modo assurdo, così da sconvolgere le normali sembianze della faccia umana. Così facendo l'ape non ha più saputo dirigersi verso il volto e lo confondeva con un oggetto qualunque. Secondo lo studioso questi risultati sono prove esaustive che le api, pur non sapendo riconoscere una persona da un'altra, possono riconoscere le fattezze di un volto umano. (Fonte: Ansa).

16.11.2011

Emergenza alluvione a Genova

Le piogge torrenziali che nel giro di poche ore si sono abbattute nei giorni scorsi su Genova hanno messo in ginocchio la città, provocando allagamenti e danni anche presso alcune strutture che ospitano cani e gatti in cerca di adozione. La sezione OIPA Genova si sta adoperando per intervenire in soccorso degli animali in difficoltà e sta verificando mediante sopralluoghi quotidiani le realtà che richiedono aiuto in via prioritaria.
Il canile municipale di Genova ed il rifugio del Monte Gazzo, sulle alture del quartiere di Sestri Ponente, sono al momento le due strutture principali che verranno supportate per prime con aiuti in cibo e materiali di primo soccorso. La sezione si occuperà inoltre di fornire assistenza alle gattare nel rifornimento quotidiano di cibo, nonché ai gattili della città che hanno necessità di ricevere sostegno, anche soltanto morale, in questo momento di grave difficoltà.
Chiunque volesse contribuire a sostenere l'intervento della sezione può fare un'offerta all' OIPA di Genova oppure può inviare cibo e materiale di primo soccorso (coperte, farmaci, cucce, ciotole, lettiere, trasportini ecc.) presso il recapito della Sezione.
Info www.oipa.org/italia/randagismo/2011/alluvionegenova.html



15.11.2011

Si allunga l'aspettativa di vita

Le cifre parlano chiaro: la metà dei 6 milioni di cani e 8 milioni di gatti ha superato l'età che può essere considerata la soglia d'ingresso nell'anzianità: inoltre 1 su 5 è entrato nella fascia geratrica. Secondo i dati Assalco il 17% dei gatti di proprietà raggiunge i 12-20 anni di vita. Stiamo assistendo ad un progressivo prolungamento della vita media degli animali da compagnia, secondo una tendenza globale nei paesi industrializzati. I progressi registrati nel campo della diagnostica della terapia e della dietetica hanno dato efficacia alla medicina preventiva. La ricerca scientifica, sostenuta dalle industrie della salute animale, ha permesso la comprensione dei meccanismi patrogetici di molte malattie incurabili. Il veterinario oggi può finalmente contare su una vasta serie di prodotti industriali che lo mettono nelle condizioni di curare e prevenire le diverse malattie. Così l'obiettivo di aggiungere vita agli anni e non soltanto anni alla vita è stato centrato e si tratta di un gran bel risultato.

15.11.2011

Ha liberato le aragoste al ristorante

Ha chiesto al ristoratore aragoste per 1.300 euro. Ma la sua intenzione non era mangiarle, bensì permettere loro di tornare in mare aperto. I crostacei erano infatti ancora vivi e il cliente, un cittadino sloveno, convinto animalista, ha pensato bene di comprare con i propri soldi la loro libertà. Un gesto altamente altruistico che è valso all'uomo la citazione in diversi giornali sloveni e croati. La notizia ha poi fatto presto il giro del mondo.L'episodio è avvenuto a Zara in Croazia, dove l'animalista era in vacanza. Teatro della vicenda il ristorante Niko.
A far scattare la molla dell'acquisto dei crostacei sarebbe stata in realtà una bambina, sua figlia, che ad un certo punto si sarebbe alzata dal tavolo offrendo al ristoratore i suoi risparmi per acquistare un'aragosta da liberare in mare. Il ristoratore aveva detto di non potere esaudire il desiderio perché i crostacei stavano dormendo. A quel punto sarebbe intervenuto il padre rilanciando l'offerta della figlia e comprando tutte le aragoste non prenotate.
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