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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

13.9.2016

Pet Therapy per vittime di violenza sessuale

La pet therapy funziona non solo con i bambini, gli anziani, i disabili, ma anche con le vittime di violenza sessuale. In un centro che si occupa di aiutare le donne a superare il trauma, il «Rape Crisis Center» di Milford, negli Stati Uniti, è stata adottata Lily, una golden retriver che con la sua presenza, e le sue coccole aiuta le donne che sono state vittime di aggressioni «Quando la cagnolina si avvicina alle persone, tra loro si crea sempre un'empatia splendida - dice Peggy Pisano, direttrice del Rape Crisis Center - «Chi subisce uno stupro rischia di tenersi addosso il dolore di questo episodio per tutta la vita. Noi cerchiamo di supportare queste persone anche grazie al quattro zampe». Lily ha iniziato a lavorare da poche settimane nel centro come cane da pet therapy, e si sono già visti i primi benefici: «Le donne si sentono meglio, perché la presenza di Lily è per loro qualcosa di speciale», prosegue Peggy. E siccome non è semplice dialogare con chi si rivolge a questo centro, con il cane la comunicazione è immediata: «Lei sta al loro fianco, e bastano piccoli gesti come una carezza o una coccola per migliorare l'umore, e non solo, delle persone. Prossimo obiettivo di Peggy: far collaborare Lily con la polizia locale.

12.9.2016

Antiparassitari per gatti anziani

Buongiorno Dott. Minetti, gli antiparassitari per i gatti anziani sono da ritenersi pericolosi?
grazie
"Buongiorno, poichè esistono molti antiparassitari esterni con diversa formulazione, e diversa attività, bisogna sempre chiedere al proprio medico veterinario curante.
Talvolta l'automedicazione (con prodotti da banco) porta a problemi importanti: infatti per esempio esistono in commercio antiparassitari solo per cani che se usati nel gatto addirittura lo possono portare al decesso.
Oppure prodotti che non coprono i parassiti che il gatto può prendere nella zona dove vive e per la vita che fa.
Detto questo è possibile, vista l'offerta molto ampia del mercato, quasi sempre trovare il prodotto adatto ad ogni gatto, pur se anziano, sempre che non vi siano malattie in corso che ne impediscano l'uso.
Come sempre vale la buona consuetudine di chiedere sempre al proprio medico curante un consiglio mirato ed una ricetta con tutte le indicazioni precise su tempi e modalità di somministrazione."
Emanuele Minetti DVM SSPV
www.biessea.com

9.9.2016

Si morde la coda

"Buonasera, dottoressa Giussani. Ho un cane pastore tedesco di due anni che da un po` segue la coda in un modo ossessivo ed abbaia verso la coda. Lo fa spesso ed è difficile distogliere la sua attenzione da questa secondo me mania. Cosa mi suggerisce per farlo smettere. la ringrazio. Anna" Risponde la dottoressa Sabrina Giussani, Medico veterinario esperta in comportamento animale:
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori.Il comportamento descritto dalla Sig.ra Anna appare frequentemente nel pastore tedesco e nel bull terrier; sembra che in queste razze sia presente una predisposizione famigliare.
Il cane può fissare, abbaiare, rincorrere e/ o trattenere la propria coda quando si trova in difficoltà o mostra una deficitaria gestione delle emozioni legata alla presenza di una malattia del comportamento. Generalmente l'animale compie qualche giro su se stesso e poi s'interrompe spontaneamente quando vive una situazione emotivamente stressante: il cane così facendo distoglie l'attenzione dal “problema” e ritrova l'equilibrio emozionale. Questa situazione può essere considerata normale. Quando, invece, il cane compie numerose rotazioni o afferra la coda trattenendola e strattonandola e la morde fino a ferirsi, siamo di fronte a una malattia del comportamento o a una patologia organica. Alterazioni a carico del sistema nervoso, una lesione muscolo scheletrica alla colonna vertebrale e così via, possono provocare la comparsa di questi atteggiamenti Consiglio alla Sig.ra Anna di rassicurare il cane quando inizia a guardare la coda, abbassando il tono della voce e carezzandolo dolcemente. È necessario realizzare una visita presso un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale così da definire l'origine comportamentale o organica del sintomo e intraprendere un percorso terapeutico.

8.9.2016

In calo utilizzo animali per ricerca

Pubblicati in Gazzetta Ufficiale i dati statistici sull'utilizzo di animali a fini scientifici relativi all'anno 2014. Raccolti per la prima volta secondo le modalità previste dalla direttiva Ue i nuovi dati fanno registrare per la prima volta un numero totale al di sotto delle 700 mila unità. Lo comunica il ministero della Salute.
«Il numero totale di animali è in leggero calo - commenta la (Lav) - fatto che non deve suscitare applausi né stupire in quanto, per legge, il ricorso agli animali dovrebbe essere l'ultima via di sperimentazione, attuabile solo se non sono disponibili metodi alternativi. Rispetto alle specie utilizzate, aumenta il ricorso a porcellini d'india, furetti, pecore e, tragicamente, di primati non umani. filogeneticamente così vicine alla nostra. «Solo 14 su un totale di 698.059, invece, le procedure autorizzate per ricerche per la protezione dell'ambiente o nell'interesse della specie stessa. «L'impegno verso la riduzione e la sostituzione degli animali nella ricerca rimane purtroppo solo sulla carta, principio che non viene ascoltato per la mancanza di formazione, gap culturale e interessi economici, e che vincola il nostro Paese a un modello fallimentare di ricerca, anacronistico», commenta Michela Kuan, biologa, responsabile Lav Area Ricerca senza animali.
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