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Il magazine degli animali

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17.9.2010

Kong: gioco utile e divertente

Oggi rispondiamo a Lina che ci scrive perché da poco sta usando con la sua cucciolona di due anni il Kong, di cui spesso abbiamo parlato, e ci chiede qualche precisazione in merito al corretto utilizzo del gioco.
Prima di tutto vi ricordo che il Kong è quel gioco resistentissimo utile a tenere impegnati a lungo i nostri cani evitando così che facciano danni in casa o in giardino in nostra assenza. Inoltre è anche un gioco che stimola la mente del nostro cane.
Come si usa?
Essendo cavo all'interno il miglior modo per utilizzarlo è inserire una sottiletta facendo in modo che aderisca bene alle pareti interne e poi aggiungere dei bocconcini appetitosi. Poi se vogliamo richiudiamo con un'altra sottiletta.
Una volta che il cane lo ha ripulito possiamo riprendercelo onde evitare, come per il cane di Lina, che diventi un'ossessione...
Se vediamo che il cane non è molto d'accordo a farselo portare via... nel senso che ci segue insistentemente, saltandoci addosso etc.. etc.. facendoci capire che appunto vorrebbero continuare a leccare il suo gioco preferito, gli diamo un biscottino in cambio del Kong...
Se volete sapere dove poterli acquistare come sempre scrivete a prontofido@prontofido.net

16.9.2010

Le scimmie soffrono il solletico

Le scimmie soffrono il solletico, e sono capaci di ridere proprio come gli esseri umani. Una caratteristica che abbiamo ereditato dal nostro antenato comune, ben 16 milioni di anni fa. E' quanto sostiene la ricerca della dottoressa Marina Davila Ross, primatologa dell'università di Portsmouth, in Inghilterra. Con il suo team ha analizzato le registrazione di oltre 800 risate di bambini, oranghi, scimpanzè e gorilla a cui veniva fatto il solletico. Per ottenere le registrazioni sono stati solleticate oltre 20 giovani scimmie e 3 bebè umani.
"Nonostante le diversità, la ricerca indica che la risata ha basi pre-umane", spiega la dottoressa Davila Ross, "ed è probabile che le grandi scimmie usino quesi suoni per interagire fra loro in modo simile al nostro".
Di più. Le differenze stesse fra i suoni emessi durante la risata avrebbero un senso: corrispondono alla differenziazione delle specie sull'albero genealogico nel corso dell'evoluzione.
"E' una scoperta molto importante per la ricerca sulle emozioni di uomini e animali, ma anche per la gestione e i rapporti con i primati liberi o in cattività". La ricercatrice ha aggiunto che, secondo i suoi studi, la risata si è evoluta gradualmente nel corso degli ultimi 10 o 16 milioni di anni della storia evolutiva dei primati, uomo compreso.
Dopo aver solleticato tutte le diverse specie di grandi scimmie, si sono trovate anche somiglianze sorprendenti tra esseri umani, gorilla e scimpanzè bonobo (che, non a caso, condividono con noi oltre il 96% del patrimonio genetico). Tutte e tre le specie hanno lo stesso meccanismo fisico di emissione della risata.
Prima di questa scoperta, si credeva che la risata delle scimmie fosse semplicemente un riflesso empatico volontario di imitazione e non la risposta involontaria a uno stimolo come il solletico.
Viva la risata e aurevoir

15.9.2010

Pericolo di estinzione per le barriere coralline

Entro la fine del secolo le barriere coralline potrebbero sparire da quell'angolo della Terra dove sono presenti in maggiore densità, il cosiddetto «Triangolo dei coralli» che si estende tra le coste e i mari di sei Paesi indonesiani: Filippine, Malesia, Papua Nuova Guinea, Isole Salomone e Timor Est. Pensate, qui si trovano il 76% delle specie di coralli censite in tutto il mondo e oltre il 35% delle specie di pesci presenti nelle barriere coralline, compreso il tonno. A lanciare l'allarme sulla sopravvivenza di questo ecosistema è il Wwf, che in occasione della Conferenza mondiale degli oceani, ha presentato uno studio realizzato da un team di esperti - biologi, economisti, studiosi di ecosistemi - che si sono avvalsi di oltre 300 analisi scientifiche. La ricetta individuata non è nuova: ridurre le emissioni di gas serra con investimenti internazionali che rafforzino l'ambiente naturale della regione. Una gestione efficace delle risorse costiere, che includa reti regionali di aree marine protete, la protezione delle mangrovie e dei letti dei fiumi e una buona gestione del pescato si tradurranno in un declino più lento di queste risorse».
La scadenza individuata per elaborare le strategie di difesa è quella del prossimo dicembre, quando a Copenhagen avrà luogo la Conferenza delle parti della Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite. Sarà lì che bisognerà trovare un intesa sulla riduzione delle emissioni di gas serra. Noi restiamo in attesa e intanto

14.9.2010

Le balene cantano

Che le balene cantino per amore è cosa che alcuni già sanno. Ciò che ha stupito i ricercatori ascoltando le registrazioni degli idrofoni è che una particolare specie balena, ha sviluppato un sofisticato canto “a più voci” che rende molto più attrattivo il richiamo d'amore per il futuro partner.
I registratori della base olandese hanno potuto così registrare il canto d'amore della balena franca di Groenlandia, una melodia molto sofisticata sviluppata da questi cetacei per attrarre in maniera più efficace le compagne (o i compagni) e garantire in questo modo la sopravvivenza della specie.
"Il canto delle balene non è un fenomeno nuovo, La cosa speciale è però che la Balaena mysticetus, riconoscibile dalla testa gibbosa, canta “a più voci”. Produce due differenti “canzoni' o suoni, a volte anche mischiati tra loro. Cosa mai registrata in altri cetacei".
"Inoltre, questi animali, che possono arrivare a 20 metri di lunghezza e alle 152 tonnellate di peso, cambiano le loro canzoni di anno in anno e, soprattutto, non ripetano mai i motivi degli anni precedenti". La balena di Groenlandia è, tra tutte le balene canterine, quella che è in grado di elaborare le canzoni d'amore più complicate, specialmente alle frequenze più alte (tra i 100 e i 2000 Hertz).
Gli studiosi si domandano se la sua capacità di cambiare canzoni ogni anno sia finalizzata ad attrarre a ogni ciclo riproduttivo partner sempre diversi per diffondere meglio i propri geni. Pensate che è l'unica balena di cui non si sia riusciti a capire se a cantare sia la femmina o il maschio, oppure entrambi.
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