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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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10.9.2010

NO al collare a strozzo

Oggi rispondiamo a Patrizia che ci scrive perché ultimamente ha visto in televisione che molti cani usano la pettorina, mentre a lei è stato consigliato di usare il collare a strozzo per il suo labrador di 3 anni di nome Boss.
Daniela Lisi: "Cara Patrizia... fortunatamente sei una persona molto attenta che si domanda cosa è meglio per il proprio cane..
Nella tua mail scrivi che al corso di educazione di base l'educatore cinofilo ha consigliato di mettere il collare a strozzo... e questo mi fa veramente arrabbiare!! Nel 2010 purtroppo esistono ancora educatori cinofili, se così si possono chiamare, che consigliano lo strozzo...!! Molto probabilmente sono persone che non hanno assolutamente nozioni in merito o che comunque ad oggi non si sono evoluti per nulla nell'ambiente cinofilo, quindi sono assolutamente da evitare...
Allora Patrizia sfatiamo ogni tuo dubbio sull'uso dello strozzo, ti confermo che rovina collo, gola ed inoltre non da la possibilità al nostro cane di muoversi con serenità e comunicare con gli altri cani e con le persone in maniera corretta. Perché vi ricordo che i nostri amici a 4 zampe comunicano principalmente con il corpo.
Immaginate di avere un guinzaglio al collo, qualcuno vi chiama e voi cercate di girarvi per avere un contatto con quella persona.. ma chi tiene il guinzaglio non vi da la possibilità di girare la testa.
Oppure ancora, immaginate che ci sia qualcuno che vi fissa negli occhi facendovi capire che ha cattive intenzioni e che cerca un confronto... ma voi non ne avete nessuna intenzione. Cosa fareste per evitare questa situazione? Secondo me girereste la testa o tutto il corpo e cambiereste strada ma con al collo un collare ed un guinzaglio gestito da qualcuno che non asseconda le vostre esigenze... come vi sentireste? Secondo me alquanto frustrati...
Se ne avete voglia provate per una volta il collare del vostro cane anche solo per dieci minuti... e poi fatemi sapere come vi siete sentiti! Sembra una stupidaggine ma secondo me riuscireste a capire in parte le sensazioni che il vostro cane prova... soprattutto per chi usa lo strozzo..
Per concludere... in questo 2010 se volete vivere serenamente con il vostro amico a 4 zampe, occupatevi di lui, guardatelo, ascoltatelo, non abbandonatelo!
Ma soprattutto: NO ALLO STROZZO!! ASSOLUTAMENTE SI ALLA PETTORINA!"

9.9.2010

Il "grande" Orazio

In Inghilterra c'è un gatto italiano che è diventato una vera e propria star: si chiama Orazio e pesa ben 16 chili, circa come un bambino di due anni.
Ma a rendere Orazio tanto speciale non è la sua stazza ma la sua somiglianza straordinaria al mitico Garfield famosa star dei fumetti che è un gattone grosso e rosso proprio come lui.
Orazio è obeso e italiano e per questo è preso di mira dagli inglesi, e la foto del suo pancione in primo piano è uno spunto per ironizzare sulla dieta mediterranea che “dovrebbe mantenere in forma e in salute ma che sembra avere l'effetto opposto sull'enorme gattone”.
In conclusione, se volessimo fare dei paragoni con le proporzioni umane e se si pensa che un gatto normale pesa circa tre chili. Si può ritenere che la sua mole equivale a quella di un uomo che pesa 350 chili.
Volete vedere Orazio? E allora www.prontofido.net

8.9.2010

Ancora domande sul microchip

Sara ci chiede se deve inserire il microchip al suo cane, un incrocio di 10 anni, ma è piena di incertezze:
Sara domanda: devo portarlo dal mio veterinario di fiducia? è doloroso? so che è obbligatorio ma se non lo faccio a cosa vado incontro? viene rilasciato un documento?
Risponde il dottor Emanuele Minetti, veterinario a Milano e vice presidente dell'ANMVI.
"Il microchip è un circuito integrato applicato nel tessuto sottocutaneo di un cane, gatto, o di un altro animale. I microchip sono delle dimensioni circa di un chicco di riso e sono basati su una tecnologia passiva RFID. Il Tatuaggio è un altro metodo, oggi desueto, usato per l'identificazione degli animali.
I Microchips sono particolarmente utili in caso di smarrimento o furto degli animali domestici. Possono anche essere determinanti in caso di contenzioso sulla proprietà degli animali.
I rifugi e I centri di lotta al randagismo hanno una enorme utilità nell'applicazione dei microchips, restituendo più velocemente ed efficientemente gli animali ai loro padroni.
Oltre che dai rifugi, I microchips sono utili nei canili, agli allevatori, venditori, agli addestratori nei libri genealogici, nelle strutture veterinarie, nell'allevamento del bestiame.
Le guardie zoofile, il servizio veterinario delle ASL e I veterinari Liberi professionisti sono forniti di un lettore di microchip.
Molte nazioni utilizzano e richiedono un numero di microchip insieme alla vaccinazione, come prova che la vaccinazione e l'animale corrispondano.
L'applicazione di Microchip può essere richiesta nell'ambito delle regole del CITES che regolamenta il commercio di molti animali rari.
I medici veterinari possono applicare I microchips o ricercare un microchip applicato con il lettore ogni volta che l'animale è portato a fare una visita clinica."
scrivete le vostre mail a prontofido@prontofido.net

7.9.2010

L'origine degli elefanti? L'acqua

Sapevate che l'origine degli elefanti non è nelle savane ma bensì nell'acqua? A dirlo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica New Scientist confermando che sono stati trovati i fossili di alcuni loro parenti stretti nelle acque dolci dei fiumi e delle paludi dell'Egitto di 37 milioni di anni fa.
Ma visto che i fossili rinvenuti dello scheletro di questo cugino dell'elefante erano decisamente incompleti, gli studiosi hanno studiato gli isotopi stabili dei denti e i relativi fossili. In questo modo hanno trovato livelli bassi di ossigeno, tipico della vita acquatica.
Comunque secondo gli scienziati questi antichissimi animali erano semi-acquatici e vivevano nelle paludi di acqua dolce dove pascolavano. Il che dimostrerebbe che l'ordine dei proboscidati (cioè gli attuali elefanti) e i loro parenti estinti erano molto imparentati.
Per spiegarci meglio: gli attuali elefanti hanno avuto origine da progenitori anfibi, e c'è una realtà semi-acquatica nella prima fase di evoluzione della categoria dei proboscidati.
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