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Il magazine degli animali

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12.2.2010

Quando fido arriva dal canile

Oggi parliamo di qualche regola fondamentale per l'educazione di un cane che arriva dal canile, così approfittiamo per rispondere anche a Sasha che ci chiede qualche consiglio per educare la sua cagnetta presa da un paio di mesi dal canile. Sentiamo allora Daniela Lisi, la nostra educatrice cinofila.
“Considerate che un cane preso dal canile ha bisogno di 30/40 giorni per adattarsi al nuovo ambiente e mostrare quello che è il suo vero carattere quindi occorre prestare molta attenzione al suo comportamento e all'evoluzione di questo.
Esistono alcune regole o forse è meglio chiamarle accortezze per far si che il cane subisca al meglio questo nuovo cambiamento:
- una volta arrivati a casa lasciate il cane libero di muoversi, di esplorare e conoscere il nuovo ambiente;
- se il cane e' agitato, quindi respira in modo affannato a bocca aperta con la lingua di fuori, aspettate che si calmi, che il respiro torni normale e che trovi un posto dove sentirsi a suo agio. poi cercate di prendere i primi contatti con lui magari dandogli qualcosa di buono da mangiare.
- c'e' la forte probabilita' che per qualche giorno il cane faccia i bisogni in casa. tenete conto che i cani canile spesso non acquisiscono preferenze di substrato essendo abituati ad eliminare all'interno del box... quindi se il cane dovesse farla in casa cercate di non sgridarlo ma di avere la pazienza per trovare il ritmo giusto con le sue e le vostre esigenze e vedrete che con il tempo troverete un accordo. un consiglio: per pulire la parte in cui il cane ha sporcato usate acqua e bicarbonato. non usate disinfettanti a base di ammoniaca perché richiama l'odore dei bisogni.
- se il cane adottato è molto impaurito perché ha subito dei maltrattamenti oppure è un cane che sta per essere inserito in una situazione familiare in cui ci sono altri animali presenti, gli aspetti da valutare sono svariati e diversi, quindi il consiglio è sempre di chiedere aiuto ad un educatore cinofilo onde evitare che gli animali già presenti in casa ed il nuovo arrivato soffrano del cambiamento”.

11.2.2010

A new york si tagliano le corde vocali

A New York è nata una nuova moda: tagliare le corde vocali ai cani d'appartamento. Il motivo? Can che abbaia non morde ma infastidisce i vicini. In questo modo, il can che abbaia si trasforma semplicemente in un can che sussurra.
Ma la storia è seria, al punto che se ne è occupato l'autorevole New York Times che ha dato spazio a molti proprietari di cani «col silenziatore», convinti della scelta compiuta in nome dei rapporti di buon vicinato.
Questo assurdo intervento sulle corde locali, pensate, rende gli animali afoni, ma non cancella in loro l'impulso ad abbaiare: semplicemente fa sì che quel che esce dalla loro bocca sia qualcosa che assomiglia ad un rantolo o, appunto, ad un sospiro.
Fortunatamente Sono sempre di più i veterinari che si rifiutano di praticare l'intervento di rescissione.
In Italia la pratica del taglio delle corde vocali è vietata dalla recente legge sui maltrattamenti, ma per fortuna anche prima della sua entrata in vigore la maggior parte dei veterinari si rifiutava di operare un cane in assenza di finalità terapeutiche, solo per motivi estetici o di mero interesse del proprietario. Però i casi di cani con le corde vocali recise esistono anche anche nel nostro Paese. Lo scorso anno erano stati trovati diversi cani "silenziati" in un canile lager in Puglia: senza voce gli animali non avrebbero potuto destare l'attenzione di eventuali curiosi.
E' terribile ed è tutto per oggi. au

10.2.2010

L'alimentazione del "vecchietto"

Settimana scorsa Qui al Magazine degli Animali abbiamo presentato il decalogo dell'alimentazione del cane. Oggi vogliamo dare qualche consiglio a chi
Come me convive con un vecchietto. La parola al dott. Emanuele Minetti
Veterinario in Milano e vice presidente dell'ANMVI Lombardia. Buongiorno dr. Minetti.
"Ogni età ha le sue esigenze e le sue peculiarità.
Così come i cuccioli necessitano di una alimentazione specifica anche i cani mediamente sopra i 7-8 anni devono essere alimentati in maniera appropriata.
Lasciando da parte i singoli casi, in cui magari sono presenti alterazioni dello stato di salute, si può genericamente sostenere che poichè "si è ciò che si mangia" è bene porre molta attenzione all'aspetto alimentare quando l'età diventa avanzata.
Infatti l'organismo necessita di diverse percentuali di nutrienti ma soprattutto necessita di integrazioni specifiche.
Quindi per esempio le proteine devono essere percentualmente più basse e selezionate ed i cosidetti antiossidanti ben presenti ed in forma biodisponibile.
Cane e gatto ovviamente sono fra loro molto diversi anche nell'alimentazione quotidiana e la formulazione degli alimenti per animali anziani rispecchia fedelmente i loro fabbisogni.
L'aspetto più importante però l'alimentazione lo svolge nella prevenzione dei danni derivanti dall'età: per esempio le malattie degenerative dello scheletro come l'artrosi nel cane o l'insufficienza renale cronica nel gatto.
L'unico modo per non sbagliare strada è affidarsi al proprio veterinario chiedendo sia di fare regolarmente esami di laboratorio sia di modificare la dieta in base allo stato clinico dell'animale.
Il consiglio quindi ancor una volta è quello di cercare sempre di optare per una dieta fortemente personalizzata, un vero "abito su misura", affinche la maturità ed ancor di più la vecchiaia abbiano una qualità di vita buona.
Solo lavorando oggi per domani ciò si potrà garantire, e solo con la consulenza del vostro veterinario curante.
La prossima settimana parleremo della nuova "Stagione della Prevenzione 2010", che inizierà proprio il 1 di marzo per terminare il 31: e la prevenzione non solo tratta di malattie ma anche molto di igiene di vita ed alimentazione".
Per chiedere consigli al dottor Minetti scrivete a www.prontofido.net la pagina del veterinario. E' tutto.

9.2.2010

La coppia si separa..... e gli animali di casa?

I nostri amici a 4 zampe quando vivono in casa sono spesso amati e coccolati.
Ma c'è un problema: quando una coppia si separa il cane o il gatto a chi deve essere affidato?
L'AIDAA ha organizzato un corso apposito, ce lo presenta Lorenzo Croce presidente dell'AIDAA.
Buongiorno loredana
In italia il 10% delle famiglie che ogni anno si separano hanno problemi con la gestione degli animali di casa. Parlando di numeri sono circa 20.000 gli animali domestici che ogni anno entrano nelle cause di separazione di oltre 17.000 coppie che scoppiano. Lo scorso anno noi di aidaa attraverso il tribunale degli animali abbiamo dato corso a 6.000 richieste di consulenze per aiutare le coppie a capire a chi sarebbe spettata la gestione dell'animale domestico dopo la separazione. In particolare si tratta di circa 14.000 cani e 4.000 gatti che devono trovare la nuova collocazione senza contare pappagalli, criceti e pesci rossi. Da qui l'idea di un corso per insegnare alle coppie che si stanno separando a gestire in maniera comune l'animale domestico. Il corso on line e completamente gratuito partirà il prossimo 22 febbraio ed è aperto ad un centinaio di coppie, nel corso si insegnerà a gestire in maniera comune l'animale domestico, ma anche a trovare una soluzione finale sulla destinazione di fido o micio tenendo conto non solo di quanto dice la legge ma soprattutto del benessere dell'animale. Per iscriversi è sufficiente inviare una mail a liceodeglianimali@libero.it
Grazie Lorenzo. È tutto per oggi


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