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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

19.8.2016

Parliamo di divorzio

Oggi qui al magazine degli animali parliamo di divorzi. Voi sapevate che quando la coppia divorzia spesso l'affidamento del cane è più traumatico di quello dei figli? È quanto emerge da un sondaggio dell'associazione britannica Dogs Trust, secondo cui c'è chi arriva perfino in tribunale per rivendicare la proprietà sul suo “amico a quattro zampe”. Per un quarto degli intervistati sarebbe proprio il loro animale domestico il vero dilemma in caso di separazione.
Pensate che c'è chi è disposto anche a spendere soldi in costosi accordi prematrimoniali dove, a scanso di equivoci, si decide chi sarà il padrone se l'amore dovesse finire. Come si legge sul Daily Telegraph, non mancano gli esempi fra i vip come il leader degli Oasis e la ex moglie che sono andati di fronte a un giudice per decidere l'affidamento del loro quattro zampe.
Fidanzati all'ascolto siete avvisati.

18.8.2016

Cane e uomo in perfetta sintonia

Uno studio ungherese, pubblicato su Current Biology stabilisce che il cervello del cane, come quello umano, è sensibile ai segnali delle emozioni e degli stimoli sociali dall'esterno.
Ebbene questo studio ci fa capire come sia possibile che gli amici a 4 zampe possano essere così straordinariamente bravi ad entrare in sintonia con i sentimenti dei loro proprietari.
«I cani e gli esseri umani condividono un ambiente sociale simile - spiega l' autore della ricerca - e i nostri risultati suggeriscono che entrambi usano gli stessi meccanismi cerebrali per elaborare le informazioni sociali. Questo può in parte spiegare il successo della comunicazione vocale tra le due specie».
Secondo la ricerca, le aree vocali delle due specie si sono evolute almeno 100 milioni di anni fa, l'età dell'ultimo antenato comune tra gli umani e i cani. I risultati potrebbero aiutare a spiegare perché i meccanismi comportamentali e neurali delle due specie siano così vicini «in una sorta di alleanza che si è fortificata per decine di migliaia di anni».
Gli scienziati hanno sottoposto 11 cani e un gruppo di persone a risonanza magnetica, catturando l'attività del cervello mentre i due gruppi ascoltavano quasi 200 suoni emessi da cani e persone, dal pianto di un bambino all'abbaiare giocoso di un cucciolo. Ebbene, le immagini della risonanza mostrano che nelle due specie le aree interessate sono situate in spazi simili.
E con tutte queste sintonie, è tutto

17.8.2016

Africa chiama Europa: sos gorilla

Africa chiama Europa per salvare gli ultimi gorilla di montagna, appena 880 esemplari scampati al bracconaggio e alla deforestazione selvaggia che negli ultimi anni ha decimato la specie, minacciati anche dallo spettro delle perforazioni petrolifere. Per questo il direttore del Parco Nazionale del Virunga, Emmanuel De Mérode, è venuto in Europa a chiedere di salvare la specie e fermare questo tragico conto alla rovescia verso l'estinzione.
Ma quanto “vale” il gorilla – una delle scimmie più simili all'uomo, con cui condivide oltre il 98% del patrimonio genetico – per l'economia locale? Sul mercato del commercio illegale, un piccolo di gorilla può essere venduto ad una somma che va da 15.000 a 40.000 dollari nei mercati africani, la sua mano viene venduta come trofeo a meno di 6 dollari e un chilo di carne di gorilla vale da pochi centesimi a pochi dollari, una strage quindi indecorosa a vantaggio di pochi.
“Salvare il gorilla di montagna significa salvare il Cuore Verde dell'Africa, Per questo il WWF ha raccolto l'appello del direttore del Parco del Virunga e da qualche giorno nelle 190 stazioni delle metropolitane di Roma, i manifesti del gorilla invitano gli italiani a “votare la natura, la vera forza del cambiamento” mentre sul sito www.wwf.it si possono sostenere le attività anti-bracconaggio oppure scegliere di adottare un gorilla.
Parola d'ordine quindi salvare il gorilla

16.8.2016

Flebotomo: un vero killer

Uno dei principali nemici del cane, vero attentatore alla sua salute, è il piccolo flebotomo, un insetto che può provocare la Leshmaniosi. Ma perché è ritenuto tanto pericoloso?
La risposta è semplice: il flebotomo è davvero un pericolo volante, un insetto di piccole dimensioni noto comunemente come Pappatacio, questa sorta di moscerino non è la causa diretta della leishmaniosi, ma una fonte indiretta della malattia stessa.
Il flebotomo, infatti può infettarsi di leishmania dopo aver punto un animale malato e, di conseguenza, infettarne un altro fungendo da veicolo di trasmissione.
Le zone di influenza di questa patologia sono in aumento visto che una volta si concentravano principalmente lungo le coste, ma comunque la terapia è davvero complessa e delicata.
Purtroppo non esiste una profilassi per proteggere il cane dalla puntura del flebotomo, l'unico intervento possibile è ricorrere a specifici prodotti repellenti.
Morale: chiedere consiglio al proprio veterinario.
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