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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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13.5.2017

Tempo di vaccinazioni

E' tempo di vaccinazione: abbiamo in collegamento il Medico Veterinario Dott. Emanuele Minetti
Vice presidente dell'ANMVI:
“In questo periodo dell'anno i nostri cani e gatti devono essere accuditi con più attenzione del solito. Infatti in corrispondenza della bella stagione nascono esigenze diverse, ed anche se esse sono sempre le medesime di anno in anno, è bene ricordarle. Il primo problema è la gestione e profilassi delle cosidette malattie trasmesse da vettori.
Fra esse ricordiamo la Filariosi cardiopolmonare, trasmessa dalle zanzare, e presente soprattutto nelle regioni pianeggianti del nord Italia che, pur essendo da anni sotto controllo medico-veterinario, bisogna sempre prevenire con le consuete terapie da modulare soggetto per soggetto, sotto prescrizione veterinaria.
Un'altra delle malattie da vettore emergente è la Leishmaniosi, trasmessa dai papatacci, diffusa in particolare in tutte le zone del sud Italia ma ormai che si sta presentando in molte zone del Nord.
Usare adeguati prodotti repellenti ed antiparassitari aiuta molto nella gestione di tale patologia, così come per altre importanti malattie veicolate dalle zecche. Trovare sulla base del rischio epidemiologico i prodotti più adatti sarà compito del medico veterinario curante in accordo con il proprietario dell'animale.
Non esiste una unica ricetta adatta a tutti i cani e gatti: esiste sempre e comunque una assoluta personalizzazione dei protocolli.
Questo ovviamente vale anche per le vaccinazioni che devono essere gestite come un vero e proprio "abito su misura" ed il veterinario in questi casi si comporta come un "sarto" nel confezionare ciò che realmente è utile all'animale in visita”.
La prossima settimana parleremo della vaccinazione del gatto.

7.5.2017

Cosa pensa di noi Fido?

Avete mai guardato negli occhi il vostro cane tentando di indovinare i suoi pensieri? Sappiate che alcuni ricercatori americani hanno scoperto cosa pensa di noi il nostro amico, almeno cosa accade nel suo cervello quando lo stimoliamo con le azioni di tutti i giorni come dargli da mangiare o farlo giocare.
Per analizzare queste reazioni i ricercatori di Atlanta hanno usato due cavie: un cane da caccia e un collie. Un allenatore li ha abituati alle azioni da compiere e coccolati per farli stare tranquilli e sereni. Entrambi sono stati sottoposti a risonanza magnetica funzionale, un esame non invasivo usato anche per gli umani, analizzando però le loro reazioni e fotografando il loro cervello in seguito a uno stimolo esterno ricevuto dal loro padrone. Dopo questo training, è partito il primo esperimento: i ricercatori hanno ottenuto le prime immagini di animali nel pieno delle loro funzioni vitali, svegli e vigili, intenti a compiere le azioni abituali davanti alle cose che più amano come una carezza, un gioco, una ciotola piena di pappa. Ma hanno anche ottenuto le immagini dei momenti in cui il regalo, o azione, veniva loro negata. Lo stesso professore che ha ideato il progetto è convinto che esista una precisa empatia tra cane e uomo, e che siano proprio i cani a essere in grado di discernere tra tristezza e felicità dei loro padroni. D'altronde questo 4 zampe, il primo a essere addomesticato nella storia già 30mila anni fa, è il testimone privilegiato dell'evoluzione umana. Alcune teorie sostengono infatti che i cani potrebbero aver contribuito all'evoluzione della specie, giacché gli abitanti dei villaggi che avevano cani con loro potrebbero aver avuto vantaggi nel farsi aiutare dagli amici a 4 zampe.

6.5.2017

Monty ed Heston: due veri campioni

Monty e Heston sono due levrieri grandi campioni delle corse, hanno vinto decine di premi ma oggi che sono vecchietti sarebbe toccato loro un destino atroce. Ma ecco la bella notizia: sono stati adottati da una casa di cura in Tasmania, dove li aspetta una nuova missione.
Infatti qui i due levrieri in pensione vivranno i loro ultimi anni portando gioia agli anziani ricoverati. «Contrariamente a quanto si possa pensare - spiega la responsabile - non hanno "troppo energia". Sono praticamente dei pantofolai... sono davvero gentili, leali e amorevoli». Ma soprattutto «hanno subito capito le esigenze e i bisogni particolari degli ospiti”. Il più «pantofolaio» dei due è Monty, il primo ad essere stato adottato dall'ippodromo. E «avere un animale come lui da accarezzare e con cui interagire è un vero toccasana e sta aiutando sia mentalmente che fisicamente molte persone». In particolare «chi soffre di demenza senile».
Il prossimo obiettivo di questa casa di cura australiana sarà «consentire agli ospiti di portare con loro gli animali domestici. E in Italia? È tutto

30.4.2017

Il cucciolo è a casa da solo

Oggi qui al Magazine degli animali parliamo di come lasciare in casa da solo il cucciolo. Ci dice tutto la dottoressa Sabrina Giussani medico veterinario esperta in comportamento animale:
"Buongiorno Loredana e buongiorno a tutti gli ascoltatori. Il cucciolo, quando arriva nella nostra casa, è disorientato e impaurito non solo perchè ha perso i principali punti di riferimento (la mamma e i fratelli) ma anche perchè si trova in un ambiente sconosciuto. Per questo, è necessario riposare la notte in sua compagnia e non lasciarlo da solo almeno per qualche settimana. Il piccolo inizialmente ci seguirà in ogni stanza e poi, con il passare del tempo, riuscirà a rimanere tranquillo anche quando ci perderà di vista. È necessario invitare il cucciolo ad accompagnarci quando ci spostiamo nell'abitazione evitando di chiudere le porte poiché il piccolo deve imparare a rimanere da solo e non essere obbligato. È opportuno ricordare che ogni cucciolo ha tempi differenti per raggiungere questa capacità.
Le prime separazioni possono essere realizzate dopo una passeggiata e durare pochi minuti. È necessario salutare il piccolo (Ciao, la mamma va a prendere il pane) all'uscita e al ritorno. Ignorare il cucciolo ostacola l'apprendimento poiché il piccolo si troverà solo all'improvviso e concentrerà sempre più l'attenzione sui proprietari per cercare di prevedere quando rimarrà solo.
Nel caso di abbaio, pianto o ululato è necessario rientrare immediatamente e confortare il cucciolo. Se il disagio dovesse presentarsi in occasione di ogni separazione, è necessario rivolgersi a un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale poiché nessun essere vivente si abitua a ciò che lo mette in difficoltà. Arrivederci a tutti."
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