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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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9.9.2017

Fine caccia alle baleniere

Oggi qui al Magazine degli animali una notizia triste: la caccia ai cacciatori di balene è finita. Proprio così: dopo dodici anni di inseguimenti, speronamenti e battaglie legali, il gruppo Sea Shepherd abbandona la sua campagna di ostacolo alle baleniere giapponesi nei mari antartici. Il motivo? una inferiorità tecnologica, aggravata dall'accusa ai «governi ostili» quali Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda di «essere in lega» con il Giappone, frenando così le attività di protesta dell'organizzazione per i loro interessi economici.
L'annuncio è arrivato dal fondatore canadese Paul Watson, «Non possiamo competere», ha detto. Intercettare le navi del nemico è ormai impossibile, perché i giapponesi impiegano tecnologia satellitare militare per sfuggire ai loro inseguitori. Ci sono anche nuove leggi anti-terrorismo approvate da Tokyo, e l'ingiunzione di un tribunale americano di non avvicinarsi a meno di 500 metri dalle navi giapponesi. L'idea di Watson è «fare un passo indietro e ripensare le strategie: non abbandoneremo mai le balene». E Questa è anche un'occasione per guardare ai successi dell'ultimo decennio e tenere alta la bandiera della conservazione delle balene, presentandosi come pirati del mare per una giusta causa.
Sea Shepherd si vanta di aver salvato 6500 cetacei, contribuendo a ridurre la quota annuale di caccia giapponese da mille esemplari a 333. Dal magazine degli animali: tanti auguri

3.9.2017

Cane e uomo in perfetta sintonia

Uno studio ungherese, pubblicato su Current Biology stabilisce che il cervello del cane, come quello umano, è sensibile ai segnali delle emozioni e degli stimoli sociali dall'esterno.
Ebbene questo studio ci fa capire come sia possibile che gli amici a 4 zampe possano essere così straordinariamente bravi ad entrare in sintonia con i sentimenti dei loro proprietari.
«I cani e gli esseri umani condividono un ambiente sociale simile - spiega l' autore della ricerca - e i nostri risultati suggeriscono che entrambi usano gli stessi meccanismi cerebrali per elaborare le informazioni sociali. Questo può in parte spiegare il successo della comunicazione vocale tra le due specie».
Secondo la ricerca, le aree vocali delle due specie si sono evolute almeno 100 milioni di anni fa, l'età dell'ultimo antenato comune tra gli umani e i cani. I risultati potrebbero aiutare a spiegare perché i meccanismi comportamentali e neurali delle due specie siano così vicini «in una sorta di alleanza che si è fortificata per decine di migliaia di anni».
Gli scienziati hanno sottoposto 11 cani e un gruppo di persone a risonanza magnetica, catturando l'attività del cervello mentre i due gruppi ascoltavano quasi 200 suoni emessi da cani e persone, dal pianto di un bambino all'abbaiare giocoso di un cucciolo. Ebbene, le immagini della risonanza mostrano che nelle due specie le aree interessate sono situate in spazi simili.
E con tutte queste sintonie, è tutto

2.9.2017

Le stelle aiutano le balene

Vi piace quardare le stelle? Le stelle correranno in aiuto delle balene, per la precisione della balenottera azzurra: 33 metri di lunghezza e 180 tonnellate di fragilità quando si confronta con l'uomo.
Cielo, mare e terra vengono collegati per salvare questi mammiferi marini dalle collisioni con le navi. Ci ha pensato la Nasa con il progetto «Whale watch», letteralmente «osserva la balena», che si traduce in un «cerca dove la balena potrebbe essere». Gli esperti dell'ente spaziale, con l'agenzia federale per le risorse marine, ha dato il via al progetto partendo dai dati sugli esemplari e sui loro spostamenti. I numeri, raccolti nell'arco di 15 anni, riguardano luoghi e ore, profondità dell'oceano e concentrazione di cibo: insomma tutto quel che può far prevedere dove le balene si concentreranno e come si sposteranno. «Certo, il satellite non è in grado di dire dove il kril sarà più abbondante - si legge in un documento della Nasa - ma può dirci dove il krill sarà probabilmente in concentrazione maggiore e, quindi, attirerà le balene».
E intanto.. le stelle stanno a guardare

27.8.2017

Un pene usa e getta

Siete pregati di non ridere, è una cosa seria. Sembra che avere un pene «usa e getta» sia raro nel mondo animale, ma adesso si è scoperto che la lumaca di mare dispone di questa possibilità. Questo mollusco ha un comportamento insolito nell'accoppiamento: scarta il suo pene dopo la copulazione e gliene cresce uno nuovo pronto per avere rapporti sessuali il giorno successivo, un gruppo di ricercatori dell'Università di Osaka, in Giappone, hanno fatto la scoperta dopo aver studiato gli individui di Chromodoris reticulata, un mollusco marino che hanno raccolto durante le immersioni nelle zone poco profonde della barriera corallina vicino a Okinawa.
Questi animali sono ermafroditi, il che significa che ciascuno svolge sia il ruolo di maschio sia il ruolo di femmina, Entrambi gli individui dopo l'accopiamento strisciano via e gli organi sessuali si staccano dai loro corpi. «La lumaca di mare perde un terzo della lunghezza del pene dopo ogni copula», dice il ricercatore, «ma poi è in grado di far ricrescere il pene fino alla sua lunghezza originale».
Non è tutto: un pene staccabile può essere particolarmente utile. Perché quello che hanno visto i ricercatori che hanno pubblicato il loro studio su Biology Letters, è che, offrendo alle lumache un secondo partner 24 ore dopo, un nuovo tessuto emerge a ripristinare il pene e rendere possibile un altro accoppiamento, «Non abbiamo idea di quali siano state le condizioni evolutive che hanno portato a questo tipo di comportamento per l'accoppiamento»
Invidia? È tutto
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