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Il magazine degli animali

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20.6.2016

Dopo la sterilizzazione cambio dieta?

Oggi per la posta del veterinario rispondiamo a Mario padrone di un meticcio incrocio con pincher nano, ci chiede se dopo la sterilizzazione va cambiata l'alimentazione in light indifferentemente dal peso raggiunto. Chiede ancora se i cani hanno sempre fame o anche loro si saziano, perche' la mia non finirebbe mai di mangiare
La parola al dottor Emanuele Minetti medico veterinario a Milano.
"Buongiorno, mi è ovviamente impossibile valutare lo stato di nutrizione di un cane senza poter eseguire i dovuti controllo durante una visita veterinaria. Il peso ideale è infatti stabilito su una serie di parametri (la razza, l'ambiente di vita, l'età, eventuali malattie intercorrenti, eccetera) che diventano numeri – e chilogrammi – solo alla fine dello studio rendendo impossibile, diversamente restando sul vago, dire quanto sia magro o grasso un soggetto.
Circa il 50% degli animali domestici sappiamo essere in sovrappeso, più o meno marcato: purtroppo molti proprietari di cani e gatti non sanno riconoscere tale condizione.
In realtà esiste il “Punteggio della Condizione Corporea-BDS”, che è una serie di valutazioni che dicono se il cane ha un peso ideale oppure no, ove uno dei metodi - applicabile da tutti con buonsenso - è valutare la facilità o meno con cui è possibile vedere e sentire le costole al tatto (Peso ideale: costole ben visibili e facilmente palpabili).
Pertanto se ritiene che dopo la sterilizzazione il cane sia ingrassato deve ridurre le calorie somministrate giornalmente – usando soprattutto diete specifiche – e nel contempo aumentare gradatamente l'attività fisica e quindi il consumo calorico.
Cari saluti Dr Emanuele Minetti"

17.6.2016

Il gattino troppo piccolo

"Ho adottato una gattina non sapendo che aveva solo un mese, Adesso ha due mesi circa e presenta sintomi di iperattività e aggressività, oltre al fatto che non si lecca mai il pelo e si sporca quindi molto.
Sarebbe possibile riportarla dalla madre e tornare a riprenderla tra qualche tempo in modo che impari a lavarsi e a relazionarsi con gli altri, o sarebbe traumatico per la gattina? Grazie in anticipo, Chiara" risponde la dott.ssa Sabrina Giussani Medico Veterinario esperta in comportamento animale:
"Buongiorno Loredana e a tutti gli ascoltatori.Il piccolo felino dovrebbe essere adottato intorno ai due mesi di vita poiché, per favorire un corretto sviluppo comportamentale, è fondamentale che il gattino rimanga a lungo con la madre e i fratelli. Mamma gatta rassicura i piccoli accorrendo ai loro richiami, li lecca e li abbraccia aiutandoli a gestire la paura. Intorno al mese di vita, quando i gattini riescono a camminare e a correre, la madre mostra loro come comunicare correttamente: i piccoli imparano a usare la bocca e le unghie senza provocare dolore al compagno di gioco e a controllare l'eccitazione. La mamma, infatti, quando un piccolo esagera e si azzuffa con un fratellino, lo abbraccia e lo calma aiutandolo a gestire la rabbia.
Riportare la gattina alla madre può essere una buona idea ma dipende da quanto tempo è passato dal distacco. Dopo più settimane i rapporti parentali (così come accade nell'essere umano) si perdono: la mamma può non riconoscere il proprio cucciolo non avendolo più visto. È necessario, quindi, realizzare un corretto inserimento con il supporto di un Medico Veterinario Esperto in Comportamento Animale.Arrivederci alla prossima settimana"

16.6.2016

I grandi squali balena

Parliamo oggi dei grandi squali balena che sembrano essere scomparsi dagli oceani del pianeta. Lo denuncia uno studio pubblicato su Royal Society Open Science, che chiarisce come fino a dieci anni fa fosse normale avvistare esemplari lunghi circa 15 metri, mentre oggi è raro vederne uno da 7.
Dieci anni fa gli squali balena abitavano le calde acque oceaniche ed erano presenti dal Belize all'India, oggi sono avvistabili solo nel Pacifico orientale. Questi grandi pesci d'acqua salata rimangono per buona parte avvolti nel mistero dato che non si hanno informazioni sulla consistenza mondiale della popolazione. I ricercatori ipotizzano che questa tendenza sia dovuta prettamente alla pesca intensiva: anche se la specie è protetta in più Paesi, ci sono diversi uccisioni riconducibili alla pesca accidentale o illegale.
Resta comunque inconfutabile il fatto che gli avvistamenti dello squalo balena, attualmente classificato come specie vulnerabile dall'Unione Internazionale per la Conservazione delle Specie, siano diminuiti. Secondo quanto riportato recentemente da National Geographic, altri dati raccolti dall'industria ittica cinese e di Taiwan confermerebbero la diminuzione nelle dimensioni medie della specie.

15.6.2016

Intossicazioni alimentari

Le intossicazioni alimentari non sono un problema solo umano: anche i nostri amici a quattro zampe sono a rischio, se mangiano cibi che sono contaminati da batteri. Due di questi, Salmonella e Listeria, sono particolarmente pericolosi sia per gli uomini che per cani e gatti. E il principale fattore di rischio è mangiare alimenti crudi.
A lanciare l'allerta sono gli esperti della Food and Drug Administration (Fda) statunitense. Il cibo crudo, per i “pet”, «è rappresentato principalmente da carne, ossa e organi crudi – che possomo contenere microrganismi a rischio infezioni. Non solo, il cibo crudo può far stare male i nostri animali anche se non viene manipolato correttamente. Gli esperti non credono che l'alimentazione con cibi crudi per gli animali domestici sia coerente con l'obiettivo di proteggere il pubblico dai rischi significativi per la salute». Ecco perchè l'agenzia raccomanda la cottura di carne e pollame per uccidere i batteri nocivi prima di dare la “pappa” al cane o al gatto.
Gli esperti ricordano inoltre i sintomi di salmonellosi negli animali, che sono: vomito, diarrea, febbre, perdita di appetito, diminuzione del livello di attività. Mentre i sintomi della listeriosi sono nausea, diarrea, febbre, a volte disturbi neurologici. E ricordano: «Anche se il cane o il gatto non si ammalano, possono diventare portatori di Salmonella e trasferire i batteri nell'ambiente, e quindi le persone possono ammalarsi dal contatto con l'ambiente infetto».
Ricordiamolo quando prepariamo loro la pappa
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