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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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28.4.2009

Bo: il first puppy

Malia e Sasha, le figlie del presidente americano Barack Obama, nel loro uovo di Pasqua hanno trovato il regalo che tanto desideravano: un cucciolo di cane allegro e scodinzolante con cui iniziare a condividere un pezzo significativo della propria vita . Non è un trovatello, come in tanti avevano auspicato e come lo stesso Obama aveva lasciato intendere di gradire ma un cane di razza: un «portie», ovvero un cane d'acqua portoghese (cao de agua). Per il first puppy, è già stato scelto un nome: Bo. Un po' perché le cuginette di Malia e Sahsa hanno un gatto che si chiama così; e un po' perché il padre di Michelle era soprannominato Diddley (dal nome del cantante considerato l'inventore del rock ‘n' roll, scomparso un anno fa, che di nome faceva appunto Bo). Svelata anche la provenienza del cucciolo che ha da poco compiuto i sei mesi di vita: è stato un regalo del senatore del Massachussets, Edward M. Kennedy, che con la moglie già possiede tre esemplari di cane portoghese.
Bo è arrivato alla Casa Bianca già addestrato: il senatore Kennedy, molto amico degli Obama, ha provveduto a fargli prendere lezioni di comportamento in un luogo segreto. E da quanto si racconta, il piccoletto si sarebbe già bene ambientato nella sua nuova residenza e si sarebbe già affezionato ai nuovi proprietari. Di certo, in questi mesi, il suo annunciato arrivo è stato una delle notizie a cui il gossip che ruota attorno agli Obama ha dato la caccia con maggiore assiduità.
E ora chi sI occuperà di Bo? Non ci saranno dog sitter a tempo pieno, fanno sapere dalla Casa Bianca, perché Obama ha deciso di responsabilizzare in prima persona le due figlie. Nessuna di loro ha mai avuto un cucciolo e gli stessi Barack e Michelle non vantano grandi esperienze in questo campo. Però hanno deciso di provarci. E per stabilire come procedere, si dice, hanno già convocato un apposito consiglio di famiglia. Nella stanza ovale?

27.4.2009

Resoconto missione abruzzo

Collegamento con Massimo Comparotto Presidente dell'OIPA ITALIA
"Siamo partiti per l'Abruzzo con due furgoni la mattina del 17 aprile dalla sede OIPA, eravamo 4 Guardie Eco-Zoofile di Milano (Claudia, Raffaella, Stefano, Viviana) 4 volontari OIPA (Monica, Cristina, Stefano, Paola) e una mole di materiale notevole (cibo per animali, medicinali). Siamo arrivati a L'Aquila nel pomeriggio e appena arrivati ci siamo recati alla scuola della guardia di finanza,centro in cui vengono coordinate tutte le varie operazioni. Ci siamo registrati e ci sono state assegnate delle segnalazioni.
Le nostre operazioni consistevano principalmente nella distribuzione di cibo, antiparassitari, coperte ai campi della provincia, al canile sanitario e direttamente agli animali. Abbiamo sfamato numerosissime colonie feline, mucche e galline. […] I cani vaganti erano numerosi e un caso particolare è stato quello di tre cani, un terranova e un bastardino di taglia piccola all'interno di una ditta e di un cane che vagava intorno al luogo. Telefonando al numero di telefono della ditta siamo riusciti a rintracciare il proprietario.
Proprio pochi minuti prima della partenza ci è stato segnalato un cane di grossa taglia che vagava nel quartiere da un paio di giorni. Siamo riusciti ad accalappiarlo e portarlo in canile, con la speranza che il legittimo proprietario si faccia vivo. Siamo partiti domenica alle 21 con il terranova adulto, un cucciolo di maremmano e due gatti. Attualmente sono in cerca di adozione il cucciolo di maremmano e il terranova.
Entrambi sono molto buoni e davvero dei bei cani. Spero che il loro passato possa essere riscattato con persone che abbiano voglia di prendersi cura di loro come merita ogni essere vivente. Chi volesse avere informazioni sulle adozioni può rivolgersi alla sezione OIPA di Brescia scrivendo a brescia@oipaitalia.com all'attenzione di Monica, la volontaria che ospita gli animali.
Ringrazio a nome dell'OIPA e di ogni animale che siamo riusciti ad aiutare, tutti coloro che hanno contribuito a questa esperienza, sia i volontari, che le persone che hanno portato materiale o hanno fatto donazioni: grazie di cuore a tutti”.
Per le donazioni delle prossime missioni OIPA: 02 6427882 www.oipaitalia.com

24.4.2009

La scacchiera che attiva la sua mente

Continuiamo a parlare dei giochi di attivazione mentale per i nostri cani: meno noia e più gioia. La parola a Daniela Lisi:
"Oggi vi parlerò della scacchiera. Immaginatevi proprio una scacchiera con delle fessure mobili.
Come funziona questo gioco?
La prima cosa da fare è nascondere i premietti all'interno delle fessure facendovi vedere dal vostro cane, richiuderle e poggiare in terra il gioco, dopodiché aspettiamo che il nostro cane si interessi a quello strano oggetto. Diamogli tutto il tempo di capire come interagire con questo nuovo gioco.
Per arrivare ai premietti nascosti nella Scacchiera, il cane deve spostare e far slittare le caselle. Potrà utilizzare le zampe o il muso: in ogni caso dovrà utilizzare la sua intelligenza! Il livello di difficoltà potrà essere adattato a seconda dell'esperienza del cane e del suo entusiasmo.
Non scoraggiatevi se le prime volte il cane non riuscirà a scovare tutti i premietti, anche se a noi sembra un gioco banale per loro non lo è anzi è molto stancante. Quindi occorre avere pazienza.
Il tempo di lavoro è di 20 minuti ne più ne meno. All'interno di questi 20 minuti il cane può fare quello che vuole:
- Non aiutatelo
- Non incitatelo
- Non richiamatelo
- Non sgridatelo
Se il cane si dimostra disinteressato fategli vedere che inserite altri bocconcini all'interno del gioco e provate a spostarlo di qualche centimetro.
Quando il cane avrà raggiunto l'obiettivo fategli un sacco di feste!
La scacchiera è solo uno dei giochi di attivazione mentale proposti. Se volete conoscerne altri scriveteci come sempre a prontofido@prontofido.net
La prossima volta vi parlerò dei giochi che possiamo costruire in casa.

23.4.2009

Amazzonia: solo formiche femmine

Come è noto da molto tempo la società delle formiche si contraddistingue per una ferrea organizzazione «eusociale» in cui alcuni individui sterili (operaie) eseguono particolari funzioni a vantaggio di altri individui fertili, cui spetta il compito di riprodursi in modo sessuato. In Amazzonia però è stata scoperta una specie di formiche che ha eliminato completamente gli individui maschili dalle sue colonie, riproducendosi esclusivamente attraverso la clonazione.
Analizzando il Dna di alcune colonie di questa specie, infatti, tutti i membri di uno stesso formicaio sono risultati essere femmine, cloni della propria regina.
La scoperta sulle attitudini sessuali della formica è avvenuta per caso, studiando la sua abilità nel coltivare funghi che poi usa per nutrirsi. Questa specie in particolare è più produttiva di tutte le altre specie coltivatrici note. Secondo Laurent Keller, esperto in insetti sociali dell'Università di Losanna, potrebbe essere la stretta simbiosi con i funghi, anch'essi a riproduzione asessuata, ad aver in qualche modo avvantaggiato le formiche ad allontanarsi dalla usuale riproduzione sessuata. La riproduzione per partenogenesi ha molti vantaggi, «consente di risparmiare sul costo energetico necessario per generare maschi, mentre porta alla duplicazione del numero di femmine in grado di riprodursi, producendo dal 50 al 100 per cento in più della prole per ogni generazione». Ma lo svantaggio principale di una colonia di cloni è la sua vulnerabilità; l'assenza di variabilità genetica infatti rende tutti gli individui ugualmente vulnerabili alle malattie: un solo parassita può sterminare l'intero formicaio in breve tempo.
E secondo Keller le formiche, così come altri insetti sociali, potrebbero essersi adattate a questo tipo di procreazione perchè permette alla regina di avere il pieno controllo, sia sulle caste sociali sia sulla riproduzione, di tutta la sua colonia. Ma per capire da quanto tempo e in che modo è avvenuto il cambiamento evolutivo saranno necessari ulteriori esperimenti genetici.
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