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Il magazine degli animali

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22.9.2009

Mambo: bandiera dei diritti degli animali

Ho pensato a lungo prima di raccontare questa brutta storia, perché esistono dei delinquenti che spesso si divertono ad emulare, ma poi ho deciso per il sì perché la reazione è stata troppo importante. Ma andiamo per ordine: lui si chiama Mambo ed è un tenero incrocio, il 10 agosto scorso in una paesino dei Pirenei in Francia, avrebbe potuto morire arso vivo dalle fiamme in una strada di periferia, davanti agli sguardi divertiti di due ragazzi che dopo averlo cosparso di benzina gli hanno dato fuoco. Invece Mambo ce l'ha fatta: non solo è sopravvissuto, ma è anche diventato un simbolo della lotta alle crudeltà gratuite nei confronti degli animali. E in quanto vittima ha preso parte martedì scorso al primo dei processi contro i suoi aguzzini, Lei è già stata condannata a un anno di carcere, di cui sei mesi con la condizionale, con l'accusa di atti di crudeltà e di barbarie nei confronti degli animali e dovrà versare anche una multa di 6 mila euro. Il suo compare, non ancora maggiorenne, sarà invece giudicato il prossimo 17 dicembre dal tribunale dei minori. Lui, Mambo, anche se ancora dolorante, era presente in aula, regolarmente accomodato tra i banchi in qualità di vittima. E' forse la prima volta che un cane viene equiparato di fatto ad una persona ad un processo, con tanto di libero accesso all'aula, In ogni caso, una vittoria per i gruppi animalisti francesi e per i tanti cittadini che si erano battuti per sostenere la sua causa.
Tra i tanti fan di Mambo, il campione della nazionale di calcio, Zinedine Zidane, Non solo: Alain Delon, che avrebbe inviato il suo veterinario di fiducia ad assistere il cane. E Brigitte Bardot, da sempre impegnata nelle cause animaliste, ha messo in campo la sua associazione per seguire da vicino la vicenda. Il tutto, senza contare i contributi da sottoscrittori anonimi: complessivamente sono stati raccolti più di 10 mila euro per assicurare una vita dignitosa a Mambo. E proprio dalla gente comune sono arrivati i maggiori attestati di solidarietà: una petizione online inviata al presidente del tribunale di Perpignan per chiedere che il grave atto non restasse impunito è stata sottoscritta da oltre 11 mila persone. E a Mambo e alla sua triste storia sono stati dedicati diversi gruppi in Facebook.
Si tratta di un grande successo, soprattutto per la risonanza mediatica. Ma è stato lo stesso Mambo, che con con la sua voglia di vivere rotolandosi sull'afalto per spegnere quelle fiamme e poi scappando, ha finito col diventare la nuova bandiera per la difesa dei diritti animali.

21.9.2009

La coda delle lucertole ha un cervello

E' risaputo che le lucertole in caso di emergenza perdono la coda per distrarre i predatori. Ma, quello che ancora non si sapeva è che la coda, una volta staccata, non solo si muove secondo movimenti ripetitivi, ma si esibisce in vere e proprie "performance acrobatiche", come guidata da un proprio "cervello".
Recentemente, a scoprire i movimenti complessi della coda di gechi e lucertole ci hanno pensato due scienziati che hanno esaminato per la prima volta il rapporto che esiste tra i diversi tipi di mosse e l'attività muscolare della coda.
La ricerca è stata poi pubblicata nella rivista Biology Letters, ed è significativa anche perché potrebbe aprire una nuova fase nello studio sugli effetti delle lesioni nella spina dorsale negli uomini. "Il repertorio dei movimenti della coda nei rettili è altamente sofisticato e include capriole, salti e balzi di oltre tre centimetri in lunghezza".
Per quanto riguarda l'origine dello stimolo di queste piroette il ricercatore la sta ancora indagando. "La spiegazione più plausibile - ha aggiunto nella sua ricerca - è che sulle appendici di questi animali si trovino dei sensori che spingono la parte corpo staccata a muoversi autonomamente, saltellando in una certa direzione piuttosto che in un'altra".
E sulla coda delle lucertole è tutto.

18.9.2009

Il ciclone suky

Oggi rispondiamo a Valeria che ci ha scritto una mail lunghissima elencandoci tutti i problemi che lei e la sua famiglia hanno con Suky, una meticcia di tre anni e mezzo. Risponde Daniela Lisi educatrice cinofila:
“Iniziamo con il fatto che avete preso il cane all'età di 40 giorni… spesso questo crea dei problemi perché un cane deve stare con la mamma fino ad almeno 2 mesi e mezzo di età. Portandolo via prima perde dei preziosi insegnamenti che la mamma darebbe nei successivi 40 giorni.
Suky non esce con piacere… questo può essere dovuto dal fatto che durante il periodo di socializzazione che va dalla 4 alla 10/12 settimana di età non è avvenuto in modo corretto soprattutto con l'ambiente. Visto che come mi dicevi è spaventata da tutti i rumori.
Il secondo serio problema è che Suky fa pipì sul letto dei tuoi genitori…. Questo è un assoluto segno di non benessere da parte del tuo cane all'interno di quello che è il vostro, chiamiamolo, “branco”.
Il fatto che Suky abbia diversi problemi è segno del fatto che non sta bene. Ovvero… calcolando il fatto che in famiglia siete in 6 e quindi il branco è numeroso suky non ha le idee ben chiare… non riesce bene ad identificare qual è la sua posizione all'interno del branco e di conseguenza questo le provoca un disagio enorme che porta a stress e ad una serie di eventi come appunto quello di fare pipì sui letti.
Allora Valeria, siccome credo che la situazione sia davvero delicata ti consiglio di contattare un buon comportamentali sta. Credo sia un passo assolutamente necessario per riportare la serenità all'interno della famiglia. Una volta che Suky avrà capito dove collocarsi all'interno del nucleo familiare, sarà sicuramente più serena.
Se hai bisogno di aiuto per trovare un buon comportamentali sta nella tua zona, scrivimi.”
l'indirizzo. prontofido@prontofido.net

17.9.2009

Obama e la passeggiata notturna con bo

Ogni sera, poco prima della mezzanotte, un'ombra scivola fuori dalla Casa Bianca. In una mano ha una paletta e un sacchetto, nell'altra una palla. Più volte, l'ombra si china per raccogliere qualcosa con la paletta e infilarla nella busta. Se volevate sapere cosa faccia il presidente Obama prima di andare a dormire, adesso sapete la risposta. Se al mattino è la moglie Michelle a occuparsene, tocca infatti al leader del mondo libero la corvée notturna con Bo, lo spaniel regalato da Ted Kennedy qualche mese prima di morire.
Una vita sicuramente di privilegio quella del first-dog, un peperino sale e pepe diventato immediatamente una star internazionale, al punto che perfino nelle conferenze stampa all'estero il presidente si vede porre domande su di lui. La sua celebrità ha costretto il cerimoniale della Casa Bianca ad agire in conseguenza. Certo, neppure Bo è perfetto, nonostante mesi di addestramento in una charm school dove gli è stato insegnato un po' di galateo, oltre che naturalmente a sedersi, saltare e porgere la zampa a comando.
Ma qualche difetto val bene la gioia di Sasha e Malia. Di più, come i pantaloncini di Michelle sull'Air Force One, anche Bo e le sue scorribande notturne con il presidente al seguito, contribuisce all'immagine della nuova normalità obamiana che tanto piace agli americani e anche a noi
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