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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

2.4.2009

Io e marley

Quando venne pubblicato in Europa e in Italia, Io e Marley di John Grogan aveva già conquistato da mesi gli States. Immediatamente anche i lettori italiani si innamorarono di questo libro semplice e commovente e come vuole la miglior tradizione cinematografica il “romanzo di successo si trasforma in un grande film”. E così è stato: la storia di Marley, un Labrador maschio e della sua famiglia è finita in pellicola.
Marley nel film è un disastro, un simpatico distruttore, un ciclone, ma attraverso il marasma da lui stesso creato nel corso degli anni, Marley osserva i suoi padroni vivere gli alti e bassi della vita familiare, cambiare lavoro e casa, e affrontare le difficoltà tipiche di una famiglia in crescita.
Insomma, Marley, il cane peggiore del mondo, in realtà finisce per tirar fuori il meglio dai suoi proprietari.
Qualche curiosità: per il film sono stati utilizzati 22 cani per interpretare Marley, che nella storia raggiunge 13 anni. 11 dei 22 Marley erano cuccioli, un numero necessario perché un cucciolo utilizzato per una scena cresceva troppo per poter essere riutilizzato nuovamente alcune settimane più tardi.
I Marley adulti avevano un età compresa tra i sei mesi ai quattordici anni.

1.4.2009

Vivisezione: il perno della ricerca scientifica

“La crudeltà contro gli animali è un apprendistato della crudeltà contro gli uomini” scriveva Ovidio.
“Vivisezione, nessuno scopo è così alto da giustificare metodi così indegni” scriveva invece Albert Einstein.
Ma il pensiero di Ovidio ed Einstein non sembra aver cambiato l'Europa: la sperimentazione animale è ancora oggi il perno della ricerca scientifica. Ogni anno nei laboratori dell'Unione europea, si compiono esperimenti su oltre 12 milioni di animali.
Lo scontro fra animalisti e ricercatori ruota su due domande: è giusto, eticamente far soffrire un essere capaci di soffrire? E quanto questa sofferenza può essere giustificata dalla sua utilità scientifica? Una prima risposta è arrivata da Bruxelles con il bando dei test nel campo dei cosmetici.
Ma l'Unione Europea ammette che è impossibile vietare completamente l'uso di animali nelle prove di innocuità o nella ricerca biomedica e gli animalisti puntano il dito contro le “lobbies farmaceutiche”.
In conclusione: gli animali dovrebbero essere usati nella ricerca medica quando è inevitabile e quando non sono disponibili validi metodi alternativi, ma rimpiazzarli nei laboratori sarà un processo lungo e difficile.
Noi intanto vi teniamo informati e speriamo con tutto il cuore che quel momento sia vicino.

31.3.2009

Rizhiukha: il cane che usa i soldi

Udite Udite ! Un cane randagio ha imparato a riconoscere e ad usare i soldi per comprarsi il cibo. E' successo in Ucraina, e più esattamente a Kharkov.
Secondo quanto riferisce il quotidiano Komsomolskaia Prava, questo eccezionale quattrozampe è diventato cliente fisso di un negozio di alimentari dove per oltre un anno gli veniva offerto qualche pezzo di pane.
Un giorno un cliente del negozio per scherzo gli ha dato una grivnia, una banconota ucraina, e a questo punto il cane si è precipitato al reparto salumi, ricevendo in cambio delle fette di salame. Tutto questo viene raccontato con orgoglio da Irina, la commessa del negozio.
Ma la storia del nostro eroe non finisce qui, da quel giorno molti clienti regalano una banconota per ammirare le prodezze del cane che ormai ha delle preferenze e pretende la scelta tra salsicce, salami e cosce di pollo.
Il nome del cliente a quattrozampe è Rizhiukha, che significa “pelo rosso” ed è diventato una vera e propria attrazione per il negozio ma anche una fonte di incasso: la sua presenza e la sua spesa rendono dalle 10 alle 30 grivnie al giorno.
Si può veramente dire: si guadagna la pagnotta. E' tutto

30.3.2009

Farasi: il cucciolo di ippopotamo dal futuro incerto

A Basilea succede questo: Farasi, un cucciolo di ippopotamo di 4 mesi e di 100 chili di peso ha un futuro incerto, visto che per risolvere il sovraffollamento dello zoo se non troverà una nuova casa, dovrà essere soppresso e dato in pasto ai leoni.
La sua unica colpa è di essere stato concepito in cattività dove, finito l'allattamento diventerà una minaccia per l'equilibrio della coppia dei suoi genitori.
In Svizzera il destino del cucciolo è diventato un caso nazionale, il movimento “Save Farasi” ha oltre 1.500 iscritti su Facebook e la sua fondatrice Andrea Dindo contatta gli zoo di mezza Europa ma tutti rispondono che non hanno spazio.
Questo è un problema realmente grave: gli zoo non hanno fondi sufficienti per progettare ampliamenti nonostante gli ospiti indesiderati come Farasi siano ormai più di 18 mila. “E' una gestione irresponsabile, commenta Luigi Boitani direttore del Dipartimento Biologia Animale all'Università La Sapienza di Roma, agli animali vanno somministrati anticoncezionali o devono essere separati quando sono in calore, ma i cuccioli fanno sempre notizia e attirano visitatori”.
Sarà a lieto fine la storia dell'ippotano svizzero? Secondo la portavoce dello zoo sì, è certa che alla fine si riuscirà a trovare la giusta sistemazione per Farasi”.
Vi terremo informati.
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