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Il magazine degli animali

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31.3.2016

Pochi spazi per loro

Pochi spazi verdi per la passeggiata quotidiana, difficoltà a entrare nei locali pubblici e ad accedere al mare o al lago. Non è ancora molto alta l'attenzione delle amministrazioni locali a Fido e Micio, che nelle città hanno a disposizione pochi servizi. Lo afferma il rapporto «Animali in città» di Legambiente.
Dall'indagine, giunta alla terza edizione, emerge che solo dieci città sulle 81 prese in esame raggiunge la sufficienza, cioè un punteggio di 60 su 100. A fare meglio sono le medie città, con in testa Prato (79,36 punti), Bolzano (74,34) e Modena (71,42). Tra i centri più grandi il migliore è Padova con 59,97 punti, mentre tra i piccoli vince Pordenone con 63,5.
A mancare sono soprattutto le aree dove portare a spasso gli animali domestici: in media nei Comuni italiani è presente uno spazio dedicato ogni 28.837 cittadini. Il 47% dei Comuni dichiara di aver adottato regolamenti per l'accesso degli amici a quattro zampe in uffici e/o locali aperti al pubblico, mentre solo il 34% delle città costiere che hanno risposto al questionario ha adottato un regolamento per l'accesso al mare o al lago.
Dati negativi arrivano anche quest'anno dalla conoscenza della biodiversità animale in città: solo il 26% dei Comuni realizza una mappatura delle specie animali presenti sul territorio.
Testo    Pochi spazi verdi per la passeggiata quotidiana, difficoltà a entrare nei locali pubblici e ad accedere al mare o al lago. Non è ancora molto alta l'attenzione delle amministrazioni locali a Fido e Micio, che nelle città hanno a disposizione pochi servizi. Lo afferma il rapporto «Animali in città» di Legambiente.
Dall'indagine, giunta alla terza edizione, emerge che solo dieci città sulle 81 prese in esame raggiunge la sufficienza, cioè un punteggio di 60 su 100. A fare meglio sono le medie città, con in testa Prato (79,36 punti), Bolzano (74,34) e Modena (71,42). Tra i centri più grandi il migliore è Padova con 59,97 punti, mentre tra i piccoli vince Pordenone con 63,5.
A mancare sono soprattutto le aree dove portare a spasso gli animali domestici: in media nei Comuni italiani è presente uno spazio dedicato ogni 28.837 cittadini. Il 47% dei Comuni dichiara di aver adottato regolamenti per l'accesso degli amici a quattro zampe in uffici e/o locali aperti al pubblico, mentre solo il 34% delle città costiere che hanno risposto al questionario ha adottato un regolamento per l'accesso al mare o al lago.
Dati negativi arrivano anche quest'anno dalla conoscenza della biodiversità animale in città: solo il 26% dei Comuni realizza una mappatura delle specie animali presenti sul territorio.

30.3.2016

Circhi sì ma senza animali

I circhi italiani e stranieri dovranno fare a meno degli animali, quindi per intrattenere grandi e piccoli ci saranno solo acrobati, pagliacci e spettacoli d'arte varia. Non è una promessa generica ma un impegno preciso che il governo ha preso in un disegno di legge depositato in Parlamento.
Ma quali saranno i tempi di un'operazione che le associazioni ambientaliste e animaliste chiedono da tempo?
Prima la legge deve essere approvata dal Parlamento, poi il governo deve scrivere il nuovo codice degli spettacoli contenente il divieto che dovrà essere «graduale». In tutto ci vorranno almeno un paio d'anni. Sarebbe stato difficile decidere dall'oggi al domani senza mandare in crisi un settore che già adesso fatica a stare in piedi. Anche la Catalogna, che l'estate scorsa ha fatto questa scelta dopo aver messo al bando pure la corrida, ha dato ai circhi un anno e mezzo di tempo, con un divieto che scatterà nel 2017. Secondo l'ultima rilevazione dell'Eurispes, è contrario all'uso degli animali nei circhi oltre il 70% degli italiani. Più di quelli contrari alla caccia.

29.3.2016

Euforia dopo la corsa

Avete mai sentito parlare di “runner's high”? E' l'euforia che avvertono i corridori e gli atleti dopo una elevato e continuo esercizio fisico. Ebbene un nuovo studio statunitense ha dimostrato che questa sensazione di entusiasmo post-attività è condivisa dai cani che dopo una lunga corsa provano le stesse emozioni piacevoli dell'uomo. La ricerca è stata condotta da un team di ricercatori dell'Università dell'Arizona.
La “runner's high” avvertita da fido è causata dal rilascio di neurotrasmettitori nel sangue, tra i quali gli endocannabinoidi. sostanze Simili per la loro struttura chimica ai cannabinoidi THC, quelli responsabili dell'euforia derivante dall'assunzione di marijuana.
I ricercatori sottolineano che il “premio neurobiologico” è una caratteristica tipica degli animale dotati di gambe lunghe come parte cruciale della loro storia evolutiva.
E allora diamoci tutti alla corsa.

25.3.2016

Pettirossi a rischio

Vi siete mai chiesti quali sono gli effetti della vita moderna sugli animali? Sappiamo per esempio che i pettirossi “di città” si trovano in serio pericolo ed il motivo non lo immagineremmo mai ma quelli che vivono e cantano vicino ai centri abitati patiscono la luce dei lampioni in strada. Stanno appollaiati di giorno e anche di notte, solo che la continua illuminazione sta mandando letteralmente in tilt il loro orologio biologico. Lo spiega Davide Dominoni della Glasgow University: «La luce dei lampioni, dei cartelloni luminosi e delle case porta i pettirossi ad essere ben svegli quando invece dovrebbero essere addormentati. Si sentono cantare tutto il giorno e tutta la notte. Non è una cosa normale».
Ecco perché Dominoni ha pensato di piazzare delle telecamere all'interno dei nidi per poter tracciare i loro modelli di sonno poiché, ovviamente, la mancanza di riposo può mettere a rischio la salute. Precedentemente il ricercatore aveva già dimostrato, con un esperimento in laboratorio, che quando i pettirossi sono esposti alla luce di notte alcuni dei loro geni sono attivi nel momento sbagliato della giornata.
E non sono solo i pettirossi, anche merli e gabbiani stanno diventando più notturni. «A Glasgow, dove vivo – spiega Dominoni – i gabbiani cominciano ad essere un problema serio. Durante la stagione riproduttiva, fra aprile e giugno, sono molto attivi di notte. E anche molto rumorosi. La gente non riesce a dormire, vorrebbe eliminarli».
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