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Il magazine degli animali

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17.2.2018

Sepoltura canina di 14.200 anni

Sapete da quando il cane è il miglior amico dell'uomo? Forse non sapevate che questo sodalizio dura sin dall'Età della pietra.
A testimoniarlo è la scoperta fatta dai ricercatori dell'Università di Ghent sul cane sepolto nel sito di Bonn-Oberkassel, in Germania, pubblicata sulla rivista scientifica Journal of Archaeological Science.
Si tratta della più antica testimonianza di sepoltura canina di 14.200 anni fa, ed indica che esisteva un legame e un rapporto di cura fra uomo e animale anche quando quest'ultimo non era in grado di aiutarci. Questi resti del cane sepolto indicato infatti che l'animale era affetto da malattie debilitanti, ed è stato più volte curato.
Le prime tracce di convivenza risalgono ad almeno 32 mila anni fa. Ma finora non esistevano prove di un rapporto «adottivo» e di affetto disinteressato, fatto di attenzioni e premure. Si è sempre parlato piuttosto di una convenienza e sfruttamento, dove uomo e cane avevano trovato un vantaggio comune a stare insieme. Tornando al cane di Bonn-Oberkassel si sa che morì a soli 7 mesi. Aveva serie lesioni del cavo orale e soffriva di cimurro canino, una malattia infettiva di origine virale che provoca disturbi del sistema nervoso. la sepoltura congiunta indica senz'altro un legame speciale riconosciuto dalla comunità della Pietra.

11.2.2018

Comportamento dei cani in canile

I cani chiusi in canile mettono in atto comportamenti ripetitivi e ossessivi che spesso sono associati alle malattie mentali. Lo rileva uno studio condotto dall'istituto di antrozoologia dell'università di Bristol su 30 pastori tedeschi della polizia inglese.
I ricercatori hanno piazzato delle telecamere nel canile che ospita i cani poliziotto dopo i loro turni, scoprendo che 28 animali su 30 mostravano comportamenti ripetitivi. Tra questi, saltare sulle pareti o sul posto, con due o quattro zampe, girare in cerchio facendo perno sulle zampe posteriori, camminare lungo il perimetro del recinto, andare avanti e indietro seguendo una linea immaginaria.
Stando allo studio questi comportamenti associabili a disturbi mentali non indicano necessariamente una compromissione del benessere dei cani. In diversi casi, infatti, gli animali non avevano un alto livello di cortisolo, un ormone dello stress. Per i ricercatori è quindi ipotizzabile che alcuni cani usino i gesti ripetitivi come un meccanismo di `coping´, un modo cioè per affrontare lo stress derivante dall'essere chiusi in canile.
Ricordiamolo dunque quando decidiamo di adottare un cane: prima visitiamo un canile.

10.2.2018

Microplastiche negli oceani

Oggi qui al Magazine degli animali parliamo di microplastiche, grandi meno di 5 millimetri e derivano dalla degradazione di rifiuti plastici, la novità è che inquinano anche gli oceani considerati più incontaminati e hanno un sicuro impatto sulla salute della balenottera, lo squalo e la manta. Lo conferma uno studio dell'Università di Siena pubblicato sulla rivista scientifica internazionale «Trends in Ecology & Evolution».
«La plastica e microplastica nei mari e negli oceani costituisce un problema globale, che impatta tutta la catena alimentare - », spiega la professoressa Maria Cristina Fossi dell'Università di Siena - Studiando i grandi animali, che si nutrono di plancton o di prede, e che accumulano grandi quantità di inquinanti attraverso la loro alimentazione, possiamo valutare la portata del problema sulla fauna marina».
Si tratta di sostanze che vengono metabolizzate e possono avere effetti tossici sui cetacei, interferendo anche con la riproduzione. «L'esposizione alle tossine associate alla plastica può essere una importante minaccia alla salute di questi animali perché interferisce sugli ormoni che regolano la crescita, lo sviluppo, il metabolismo e le funzioni riproduttive. Adesso che l'attenzione internazionale è stata portata su questo tema, vogliamo approfondire gli effetti tossicologici, prosegue la professoressa Fossi, definendo anche quale è la soglia di inquinamento che crea un impatto importante sulla catena alimentare, e in ultima analisi sul pesce che anche noi uomini mangiamo»
E con questo è tutto

8.2.2018

Primavera: allergie per cani

Con l'arrivo della primavera e lo sbocciare dei fiori, anche per i cani sono cominciati i problemi legati all'allergia ai pollini. I sintomi sono simili ai nostri: occhi arrossati, naso che cola, difficoltà respiratorie, e spesso anche problemi cutanei o gastroenterici. Il Tutto inizia con qualche malessere dopo le prime passeggiate nei parchi e a questo punto il consiglio è di recarsi dal veterinario per una visita che valuti in maniera approfondita lo stato di salute dell'animale.
«Non è facile contrastare le allergie: gli antistaminici e cortisonici attenuano la sintomatologia ma non la risolvono in maniera definitiva - secondo Thomas Bottello, presidente dell'ordine dei veterinari di Torino -. In alternativa è possibile, attraverso test specifici, individuare gli allergeni responsabili e quindi evitare o ridurre il contatto». Ma non è tutto, Ci sono cani che possono essere predisposti all'allergia per fattori ereditari, ed esistono razze più a rischio di altre, come i terrier e gli sharpei.
L'allergia al polline si aggiunge a una serie lunghissima di altre allergie che durano tutto l'anno, e che spaziano dagli acari della polvere alla proteina del pollo. E poi quella al morso della pulce, molto comune in questa stagione. Il suggerimento dei veterinari è sempre quello di non trascurare le forme allergiche più gravi, che possono trasformare in un inferno la vita dei quattro zampe.
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