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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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18.1.2016

Il fumo uccide anche loro

Oggi qui al magazine parliamo di una nuova iniziativa molto interessante che riguarda i nostri amici animali. Ci dice tutto il nostro veterinario di fiducia dottor Emanuele Minetti:
"Parte a Milano la campagna dell'Ordine dei Medici Veterinari della provincia “Il fumo uccide anche loro”, sui danni provocati agli animali domestici dal fumo passivo.
L'iniziativa ha lo scopo di fornire ai fumatori proprietari di cani o gatti un ulteriore motivo per ridurre o cessare l'uso del tabacco: salvaguardare anche la salute dei pets.
Infatti negli animali domestici le principali cause di patologie legate al fumo passivo sono l'inalazione ed il contatto diretto con i residui ambientali del fumo. Il fumo passivo ha un'elevata concentrazione di sostanze cancerogene che si depositano sul suolo, sui mobili, sui tessuti e sul pelo degli animali.
Secondo un recente studio dell'Università di Glasgow, i pets sono più a rischio degli esseri umani per quanto riguarda le patologie da fumo passivo dato che passano più tempo in casa dei proprietari, che sono spesso fisicamente vicini al fumatore (accanto o in braccio) e che sono maggiormente a contatto con le superfici in cui si depositano i residui.
Un altro pericolo per gli animali domestici è l'ingestione di mozziconi.
La campagna di sensibilizzazione coinvolgerà tutte le strutture veterinarie di Milano, che provvederanno a diffondere il materiale divulgativo e a fornire le necessarie informazioni scientifiche.
Ai fumatori proprietari di animali domestici che intendono arginare il più possibile i rischi del fumo passivo, è suggerito di non fumare in presenza dell'animale, di svuotare sempre il posacenere, di lavarsi le mani prima di toccare l'animale dopo aver fumato e di fumare all'aperto evitando che il fumo entri in casa.
L'iniziativa è patrocinata dal Comune di Milano, dalla FNOVI (Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani) e dall'associazione ALCASE (associazione per lo studio e la ricerca clinica per il cancro del polmone).e ci auguriamo che si allarghi a tutta Italia."
Emanuele Minetti





15.1.2016

Cucciola aggressiva

"Ho tre cani una di 1 anno, uno di 9 e l'ultima di ben 13 anni. La "Cucciolotta" ultimamete è diventata aggressiva ed ha aggredito tre volte il cane più vecchio, è nata in cattività e io l'ho presa dal canile all'età di 4 mesi, non è strerilizzata. Come mai ha questi comportamenti aggressivi? Ho paura di dovermene separare per questo problema, ma può esserci possibilità che cambi? Come devo fare? mi piange il cuore" Risponde la dottoressa Sabrina Giussani Medico veterinario esperto in comportamento animale:
Buongiorno Loredana. Buon anno a te e a tutti gli ascoltatori. Le dinamiche comunicative all'interno di un gruppo di cani non sono facili da interpretare. Il gruppo descritto dall'ascoltatrice è misto poiché composto da una famiglia (una mamma anziana con il proprio figlio) e una giovane adolescente non imparentata con gli altri. L'ultima arrivata potrebbe aggredire la femmina più anziana per molti motivi differenti. Può essere che l'anziana abbia tenuto la cucciola sempre a distanza minacciandola e ringhiandole. Così facendo le ha fatto apprendere uno stile comunicativo di tipo autoritario e ora, la cucciola diventata adolescente, restituisce tutte le sgridate che ha ricevuto. Oppure il cane anziano mostra un'alterazione del comportamento legata per esempio a una demenza senile: non rispetta le distanze sociali, calpesta la giovane, le ruba il cibo dalla ciotola o i giocattoli. Il calore, inoltre, peggiora la situazione favorendo un'instabilità emozionale. Consiglio all'ascoltatrice di realizzare una visita presso un medico veterinario esperto in comportamento così che sia possibile conoscere il gruppo di cani e comprendere le loro dinamiche comunicative. Separarsi dalla cucciola potrebbe non essere necessario.
Alla prossima settimana, arrivederci a tutti!



14.1.2016

Le fusa del gatto: un massaggio per l'anima

Sapevate che Beethoven e Mozart, si sono spesso ispirati ai suoni della natura? Però c'è un suono che ci attira e ci può aiutare: le felici e soporifere fusa del gatto.
La Cat Protection League, una delle più importanti organizzazioni animaliste internazionali, avrebbe infatti trovato l'antidoto perfetto alla tristezza. «Sedersi con in braccio un gatto che fa le fusa, al termine di una giornata, è un vero e proprio massaggio per l'anima - assicura Beth Skillings, veterinaria della Cat Protection. Forse perché il rassicurante ronzio è generalmente associato alla calma e alla comunicazione “dolce”, o forse perché la frequenza della vibrazione è all'interno di una gamma che può stimolare la guarigione».
In realtà il mistero più grande è come i gatti producano questo suono per noi così rilassante. Nessuna parte del corpo del gatto, tranne una non meglio specificata “oscillazione neurale” del cervello, è stata direttamente collegata alle fusa. E' stato suggerito da alcuni studiosi che il rumore possa essere prodotto da spasmi dei muscoli della laringe, che a loro volta consentono alla glottide di aprirsi e chiudersi, facendo vibrare l'aria nel momento in cui l'animale respira. Nel marzo 2011 sono state registrate le fusa più forti mai udite: attualmente Guinness dei Primati, il gatto Smokey di Pitsford ha raggiunto il record di 67,7 decibel, ben 14 volte più forti della media.

13.1.2016

Uccelli: neocorteccia celebrale come gli umani

Oggi qui al Magazine degli animali parliamo di una scoperta scientifica
Sapevate che gli uccelli possiedono la neocorteccia celebrale sede della memoria, dell'apprendimento, quindi delle forme di pensiero proprio come gli umani?
E' la scoperta effettuata da parte dei ricercatori dell'Università di Chicago.
Le zone indagate da questa analisi erano già state sondate negli anni '60 dal neuroscienziato Harvey Karten: il ricercatore aveva ipotizzato un'origine evolutiva simile a quella umana, notando che la neocorteccia dei mammiferi e la struttura neurologica degli uccelli provengono dalla medesima regione embrionale dell'encefalo, chiamata telencefalo.
Nel corso della crescita, le medesime regioni delle diverse specie assumono forme distinte: la neocorteccia umana si organizza in strati, la cresta dei volatili invece si struttura in nuclei.
Con l'aiuto di alcuni marcatori molecolari, i ricercatori sono riusciti a dimostrare che le strutture sviluppate svolgono le stesse funzioni.
La scoperta potrebbe consentire di studiare i neuroni di alcuni uccelli come modelli per lo sviluppo embrionale, con la possibilità di aiutare le ricerche per le disfunzioni neurali che portano paralisi, cecità o sordità.
E dopo questo tuffo nella scienza è tutto per oggi
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