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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

10.6.2018

Più affetto, meno tasse

“Più affetto, meno tasse” è lo slogan della campagna promossa dal Comune di Roccastrada in provincia di Grosseto per incentivare l'adozione di cani ospiti del canile comunale in cambio di una riduzione della Tari di circa il 70%.
In due anni, come spiega il sindaco dal canile sono stati adottati “circa 20 cani”. Un'esperienza pilota in Italia che ha avuto fortuna e visibilità, tant'è che sono stati molti i Comuni italiani a “contattare il sindaco chiedendo informazioni per adottare anche loro questo modello”. La campagna “Più affetto, meno tasse” come dicevamo prevede la riduzione del 70% del tributo Tari, fino a un massimo di 500 euro, per l'adozione di un cane in custodia al canile da almeno tre anni oppure del 50%, fino a un massimo di 500 euro, per l'adozione di un cane in custodia al canile da almeno tre mesi e fino a un massimo di tre anni. L'agevolazione sul tributo rimane attivo per tutta la vita dell'animale ed è soggetta a controlli sulle sue condizioni, oltre a un certificato di buona salute da inviare ogni anno. Per verificare le buone intenzioni di chi ha adottato un cane (onde evitare che sia di nuovo abbandonato dopo aver ottenuto lo sgravio sulla Tari), il Comune ha messo in campo la Municipale che ha fatto tutte le verifiche. Fin qui, il metodo procede bene. Afferma il sindaco E va bene a tutti, «Il Comune ci guadagna, il cittadino pure. E il cane idem».

9.6.2018

Plastica nelle tartarughe

Oggi qui al Magazine degli animali torniamo a parlare di plastica nei mari, sì perché nientepopodimeno che la metà delle povere tartarughe del Mediterraneo hanno plastica in corpo. Lo ha scoperto una ricerca internazionale a cui ha collaborato l'Ispra, il centro studi del Ministero dell'Ambiente. I risultati sono stati diffusi alla vigilia della Giornata Mondiale dell'Ambiente.
Il progetto europeo utilizza le tartarughe marine Caretta caretta come indicatori dell'impatto della plastica sugli animali del Mediterraneo. Le Carette caretta sono largamente diffuse in vari habitat e hanno la caratteristica di ingerire i rifiuti marini. Dopo un primo anno di analisi eseguite su 611 tartarughe, è emerso che il 53% degli esemplari presentava plastica ingerita.
I primi risultati del progetto mostrano che gli oggetti di plastica si spostano da un mare all'altro anche su grandi distanze per via delle correnti marine. Nello stomaco di tartarughe spiaggiate in Italia è stato rinvenuto l'involucro di uno snack francese, insieme a cannucce, tappi, lenze e ami.
Ricordiamolo quando siamo in spiaggia.

3.6.2018

Uccise 122 balene gravide

Centoventidue balene gravide sono state uccise la scorsa estate dalle baleniere giapponesi, durante la consueta stagione di caccia nell'Antartico, che il governo giapponese definisce “ricerca scientifica”. Lo hanno reso noto gli stessi ricercatori giapponesi in una relazione inviata alla IWC, al termine del terzo “Nuovo programma di ricerca sulle balene nell'Oceano Antartico”, si legge che durante l'estate sono state abbattute 333 balenottere minori. Di queste, 181 erano femmine, e 122 di queste erano gravide.
“L'uccisione di 122 balene gravide è un dato scioccante e un triste atto d'accusa della crudeltà della caccia giapponese - ha commentato un dirigente della ong Humane Society International. E' un'ulteriore dimostrazione, della natura raccapricciante e inutile di queste operazioni, specialmente quando ricerche non letali si sono dimostrate sufficienti per le necessità scientifiche”.
Ricordiamo che nel 1986 è stata istituita una moratoria internazionale della caccia commerciale, ma Norvegia e Giappone non l'hanno mai rispettata. Nel 2014 la Corte internazionale di giustizia aveva imposto ai giapponesi di fermare la caccia, stabilendo che non aveva motivazioni scientifiche ma il Giappone aveva ripreso a cacciare due anni dopo con un nuovo programma, riducendo di un terzo la quota di animali da abbattere.

2.6.2018

Le scimmie sono bugiarde

Sapevate che le scimmie oltre ad essere dispettose sanno anche mentire? Ebbene il primo studio realizzato a verificare la capacità delle scimmie di ingannare conferma la complessità di questi animali, ma conferma anche quanto siano simili all'essere umano.
La loro capacità di ingannare dipende soprattutto dalla loro struttura sociale.
Ed ecco lo studio: sono state prese in esame dieci scimmie di tre specie diverse sottoponendole allo stesso tipo di esperimento, a tutte loro è stato mostrato come raggiungere del cibo nascosto, dopodiché sono stati messe in una gabbia con altri della stessa specie.
Le scimmie sotto esame cosiddette “subordinate” si sono dirette subito verso il cibo nascosto approfittando della distrazione dei dominanti, tornando subito dopo alla loro postazione non appena i “capi” si trovavano nei paraggi.
Lo scopo di questo comportamento furtivo era comprensibile: tenere il cibo per sé senza mostrare ai più forti dove si trovava. Si tratta di un atteggiamento comprensibile per noi ma non per i macachi dato che i “subordinati” non procacciano cibo.
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